Covid oggi: ancora focolai. Ci saranno provvedimenti in arrivo

ultimo aggiornamento: 18/10/2020 ore 09:19

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Coronavirus, 8 casi a Padova della comunità del Camerun. Avevano partecipato ad un "funerale"

Covid oggi: con il secondo giorno consecutivo con oltre 10 mila casi e ancora focolai attivi e il commissario straordinario Domenico Arcuri che dice: “Gli italiani aiutino…” non c’è molto da stare allegri anche se non si può parlare di situazione drammatica.

L’aumento di positivi al coronavirus in Italia ha superato la soglia dei 10 mila casi per il secondo giorno consecutivo (con 47 morti), mentre pare non trovare freni la movida con il timore che i numerosi focolai possano propagarsi troppo in fretta. Nelle ultime 24 ore il ministero della Salute ha registrato 10.925 contagi sull’ennesimo record di tamponi (165.837). Un aumento che però


non pesa molto sull’incidenza tra positivi e tamponi che resta stabile al 6,6%.
Raggiungono quota 705, invece, le terapie intensive che incidono in particolare su Lombardia (96) e Lazio (98).
I ricoverati sono 6.617 (+439), mentre i malati in isolamento domiciliare sono 109.613 (+9.117).
Gli attualmente positivi sono 116.935 (+9.623).
I decessi hanno raggiunto la cifra di 36.474 mentre i guariti sono 249.127 (+1.255).

Continua a peggiorare la situazione in Lombardia dove i positivi sono aumentati di 2.664 portando l’incidenza con i tamponi al 9,1% rispetto al 7,9% di ieri. Milano è sempre la provincia più colpita con oltre metà dei casi (1.388, di cui 634 a Milano città), ma sono in forte crescita anche Monza e Brianza (286), Varese (218) e Como (171), tre province che avevano avuto pochissimi casi nella prima ondata.
Situazione analoga in Campania, la seconda regione più colpita dalla nuova ondata dalla pandemia. I positivi sono passati dai 1.261 ai 1.410 di oggi. I positivi in terapia intensiva nella regione, che ha già adottato restrizioni come la chiusura delle scuole fino al 30 ottobre, sono saliti a 75 sui 110 posti disponibili.

In attesa delle decisioni del governo sulle nuove misure restrittive, è il commissario straordinario Domenico Arcuri a cercare di portare tranquillità, chiedendo però uno sforzo a tutti gli italiani. “Non siamo in una fase drammatica – spiega -. I ventilatori sono nella disponibilità delle Regioni. La seconda ondata è diversa dalla prima, ma più ci aiutano gli italiani e minore sarà la necessità di misure drastiche”.
Intanto continuano a moltiplicarsi i focolai in tutta Italia, che in alcuni casi cominciano a interessare anche operatori sanitari, come avvenuto vicino a Milano e Modena.
Preoccupazione anche per le case di riposo. In una Rsa


di Varazze, in provincia di Savona, sono risultati positivi 81 ospiti su 100. Altri 27, su 81, hanno contratto il coronavirus in un’altra residenza a Livorno, mentre 32 sono positivi nella Rsa di Campofilone, nel Fermano. Cinque anziani, ospiti della casa di riposo Giovanni XXIII di Alberobello, sono ora ricoverati negli ospedali Covid per l’aggravarsi delle condizioni fisiche.

Si estende, poi, il focolaio che si è sviluppato dopo le nozze con 200 invitati in Abruzzo. Salgono a una quarantina le persone residenti nella Val Fino, nel Teramano – area martoriata dalla prima fase dell’emergenza e a lungo inserita in zona rossa – risultate positive. Nel Beneventano un vescovo e alcuni sacerdoti sono stati posti in isolamento, con la conseguente sospensione delle messe. E mentre l’arcivescovo di Lecce annuncia che il 2 novembre le messe saranno solo all’aperto, l’arcivescovo di Napoli,


il cardinale Crescenzio Sepe, invita i fedeli ad “essere più responsabili e attenti”.

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