Il coronavirus rallenta: a Venezia “solo” 1 nuovo caso da ieri. E’ ancora del Suem

ultima modifica: 03/03/2020 ore 10:40

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coronavirus venezia rallenta 1 caso al suem

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Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, ha incontrato la stampa ieri e i numeri sono diventati “buoni”. La diffusione del virus pare rallentare.
Come al solito, però, nel bene e nel male, i dati vanno sempre pesati e valutati.
E’ recente, per esempio, l’ordine di non fare più il tampone a chi è stato a contatto con un malato se non presenta sintomi evidenti ed è ovvio che la scelta abbassa le statistiche.

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Negativo indiscutibilmente invece il dato che riguarda gli operatori professionali (come il nuovo caso di ieri) dato che forse va a confermare le polemiche interne sorte per il presunto ritardo con cui sono stati distribuiti i presidi di isolamento (mascherine, camici, ecc).

I numeri ufficiali dicono che su seicento tamponi eseguiti, 32 sono stati riscontrati positivi e 14 riguardano proprio operatori sanitari.


I DIPENDENTI OSPEDALIERI
Incredibilmente, quindi, circa il 50% dei contagi riguarda dipendenti della struttura sanitaria che evidentemente hanno contratto la positività lavorando a contatto con i malati.

Due hanno tra i 20 e i 30 anni e sono entrambe donne. Due uomini, invece, hanno tra i 30 e i 40 e sono operatori socio sanitari.
Più numerosa la fascia tra i 40 e i 50 anni: sono 5, 4 maschi e una donna.
3 i dipendenti tra i 50 e i 60 anni, si tratta di un uomo e di due donne.
Infine altri due operatori che hanno superato i 60.

Le defezioni provocano difficoltà di organico soprattutto al Suem di Venezia, in Rianimazione di Venezia, in Cardiologia di Dolo-Mirano, in Medicina e Geriatria dell’Angelo.

Proprio per far fronte alle assenze stanno arrivando 54 nuove assunzioni in deroga. Tra le figure richieste: 24 infermieri, 2 tecnici di laboratorio, 18 operatori sociosanitari, 5 autisti di ambulanza e idroambulanza, 4 assistenti sanitari e un tecnico della prevenzione.

OSPEDALE DI VENEZIA
Sono 1.304 le persone controllate con il tampone all’ospedale di Venezia. Di questi sono risultati positivi al virus cinese 32 test.

Su 32 contagiati da Covid-19, 14 sono ricoverati. Sei in Rianimazione e 8 nel reparto di Malattie Infettive.

Due di questi ricoverati hanno tra i 40 e i 50 anni con un quadro clinico già compromesso nonostante la giovane età.

Due sono tra i 60 e i 70 anni, quattro tra 70 a 80 anni e 6 tra 80 e a 90 anni. Di questi ultimi, cinque sono in Rianimazione e rappresentano le situazioni più critiche.

Gli operatori sanitari positivi al tampone sono invece 16. Sono asintomatici e sono stati posti in ‘isolamento fiduciario’ al rispettivo domicilio.

In quarantena a casa anche tre persone che sono risultate positive al tampone negli ultimi giorni: si tratta di parenti dei pazienti ricoverati.

CORONAVIRUS IN ITALIA
L’Italia ha superato la soglia dei mille ammalati di coronavirus, un’infezione per la quale nelle ultime ore sono morte altre otto persone, facendo salire a 29 il numero totale delle vittime.

Aumentano per fortuna anche i guariti già dimessi, cinquanta, secondo i dati della Protezione civile (ma le singole regioni forniscono un dato maggiore, 60 solo a Milano, per le diverse metodologie di conteggio).

Dal governo, che resta su una linea prudente, è in arrivo un nuovo provvedimento che aggiorna le misure per le aree più colpite dall’emergenza, che saranno estese anche ad altre zone mirate. Aree, quest’ultime (sono state citate le province di Pesaro-Urbino e Savona), che saranno equiparate allo status delle tre Regioni ‘cluster’, vale a dire Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, dove le attività scolastiche resteranno sospese fino all’8 marzo.

Da lunedì, invece, nel resto d’Italia, si ripartirà quasi ovunque.

GLI ULTIMI PROVVEDIMENTI
Dopo il decreto con le prime misure economiche e il Dpcm varato in queste ore, è già in programma un successivo intervento, il terzo, “ancora più organico e complessivo” – spiega il premier Conte, con l’obiettivo di fornire un'”accelerazione degli investimenti”.

Si tratta di misure ad hoc per arginare l”effetto virus’ ricaduto economicamente su tutto il Paese, che vede le stime del proprio pil in netta diminuzione tra -1% e -3% nel primo e secondo trimestre di quest’anno.

L’azzeramento delle zone gialle, previste in un primo momento, e al loro posto l’individuazione mirata delle città da equiparare alle tre regioni dell’emergenza, con le stesse restrizioni, sono tra i punti più importanti del nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri di cui si è discusso nella sede del Dipartimento della Protezione Civile.

Un vertice di oltre due ore presieduto dal premier Conte assieme al capo dipartimento Angelo Borrelli e ai ministri di Salute, Interno, Sport, Infrastrutture e Autonomie, in collegamento con diversi presidenti di Regione.

Nelle aree indicate, oltre allo stop delle attività scolastiche, è prevista la sospensione, fino all’8 marzo, di tutte le manifestazioni organizzate e degli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, ad esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose.

Il provvedimento prevede anche la possibilità alternativa di lavoro telematico, la sospensione delle gite con rimborso dei pacchetti viaggio e la fine (dal 15 marzo) dell’obbligo di certificato medico per la riammissione a scuola dopo assenze dovute a malattie infettive (misura contro cui si erano schierati i pediatri).

La Regione Lombardia sta ora interloquendo con il governo per prevedere la possibilità di assumere pensionati, sia medici che infermieri, negli ospedali più sotto pressione, come quelli di Lodi e Cremona nelle zone-focolaio del virus cinese. E si pensa anche all’attivazione di “ospedali dedicati”: in questa ottica martedì aprirà l’ex ospedale militare di Baggio, a Milano.

Ma l’esecutivo, come detto, ha allo studio anche altri provvedimenti. “Lavoriamo a un terzo intervento ancora più organico – ha annunciato Conte – , ancora più complessivo, siamo consapevoli che l’Italia necessita di una grande spinta economica. Vogliamo creare una forte spinta semplificatrice e una grande accelerazione degli investimenti”.

A restare fermi, intanto per questo week end, sono anche cinque stadi della Serie A, per lo slittamento al 13 maggio – tra qualche polemica – di altrettante partite: tra queste c’è anche il match scudetto Juve-Inter.

CORONAVIRUS NEL MONDO
Sono ormai quasi 3 mila i morti per il coronavirus nel mondo. E anche l’America registra il primo decesso nello stato di Washington. Con il presidente Donald Trump che ha convocato una conferenza stampa per fare il punto sull’emergenza: “E’ probabile che possano esserci altri casi” ma “gli Usa sono pronti a ogni scenario”, ha tentato di rassicurare, mentre il vice presidente Mike Pence, che coordina l’emergenza nel Paese, è tornato a sconsigliare i viaggi nelle zone del mondo colpite come “alcune aree dell’Italia” (dove il livello di allerta sale a 4), ma anche come la Corea del Sud.

Ed è proprio da Seul che è arrivato il bollettino più pesante sull’andamento del virus cinese nel mondo: in un solo giorno i nuovi contagi sono saliti di 813 casi, portando il numero totale a quota 3.150 e le vittime a 17. I dati del Korea Centers for Disease Control and Prevention mostrano una concentrazione (657) a Daegu, il grave focolaio legato alla setta della Chiesa di Gesù Shincheonji, mentre altri 79 sono della vicina provincia di North Gyeongsang.

La Corea del Sud, in più, ha avuto il primo caso di recidiva al coronavirus. Si tratta di una donna di 73 anni dimessa dall’ ospedale il 22 febbraio a guarigione acclarata e risultata invece positiva venerdì, per la seconda volta, al test sul Covid-19.

Un altro caso di recidiva era stato registrato venerdì in Giappone ed altri erano stati segnalati in precedenza a Wuhan, il focolaio cinese del virus, tanto che le autorità avevano disposto un nuovo periodo di quarantena dopo l’uscita dagli ospedali.

Delle prime ore di questa mattina, domenica primo marzo, la notizia che American Airlines ha bloccato i voli per Milano lasciando italiani a terra.

L’innalzamento al livello massimo dell’allarme per i viaggi nelle zone più colpite dal coronavirus compiuto dal governo americano sortisce così il primo risultato: American Airlines ha sospeso fino al 24 aprile tutti i voli da e per Milano. Nelle maglie di questa decisione è rimasto impigliato un gruppo di italiani, fatti scendere dall’aereo quando già alcuni di loro si erano accomodati in poltrona. L’equipaggio si è rifiutato di salire a bordo del volo in partenza dall’aeroporto JFK di New York per paura del contagio, e a nulla sono valse le rimostranze dei passeggeri che sono stati letteralmente bloccati in fase di imbarco.
Per alcune ore, lunghe e concitate, ai passeggeri attoniti del Jfk non è stata fornita alcuna informazione precisa: se sarebbero partiti, quando, da dove. Dirimente è stato l’intervento del Consolato Generale di New York e dell’Ambasciata d’Italia a Washington, che hanno fin da subito prestato assistenza agli italiani e contribuito a dirottarli su altri voli per l’Italia.

Sabato attorno alle 22 (ora italiana) il governatore dello stato di Washington, sulla costa del Pacifico, ha dichiarato lo stato di emergenza dopo la prima vittima di coronavirus.
Yay Inslee ha ordinato alle agenzie del proprio governo di usare “tutte le risorse necessarie” per prepararsi e rispondere alla diffusione del virus. Fino a quel momento aveva dichiarato lo stato di emergenza solo la sindaca di San Francisco.

Intanto in Lussemburgo è stato diagnosticato il primo caso di coronavirus, lo ha annunciato questa sera la ministra della Salute, Paulette Lenert. Il paziente, un quarantenne, è stato in Italia ed è tornato in aereo all’aeroporto di Charleroi, in Belgio, ha detto Lenert. La ministra ha aggiunto che il paziente aveva mostrato i sintomi “all’inizio della settimana”, ed ha aggiunto che sono già in corso ricerche “per identificare le persone” con le quali è stato in contatto.

Anche l’Irlanda ha dichiarato il primo caso di coronavirus, un uomo che veniva da una località del Nord Italia. Le autorità sanitarie di Dublino hanno fatto sapere che il paziente, di una località nell’est del Paese, sta ricevendo “cure mediche appropriate” dopo che il virus è stato individuato attraverso “i protocolli previsti” per i test e la diagnosi da COVID-19.

La Corea del Sud ha una situazione molto pesante. Ha dichiarato altri 376 casi di infezione al coronavirus, portando il totale su scala nazionale a quota 3.526 con i morti fermi a 17.
Dei nuovi contagi, 333 sono relativi a Daegu, dove c’è il grave focolaio legato alla setta della Chiesa di Gesù Shincheonji, e 26 alla vicina provincia di Nord Gyeongsang, secondo il Korea Centers for Disease Control and Prevention.

In Cina, da cui è partita l’epidemia, il coronavirus ha provocato altri 35 decessi, portando il bilancio del paese a 2.870.
La National Health Commission ha anche segnalato 573 nuove infezioni. Il numero totale di casi nella Cina continentale ora è di 79.824.

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