Coronavirus Venezia, primo caso a Lido. Residenti di Chioggia temono cluster

ultimo aggiornamento: 12/03/2020 ore 15:53

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Il Coronavirus a Venezia segna un altro primato. In questa infausta sfida di risico il virus pianta una bandierina al Lido di Venezia. Si tratta di un uomo ora ricoverato all’ospedale Civile. Tutti i parenti che sono stati in contatto con lui negli ultimi giorni sono stati posti in isolamento cautelativo. Sull’identità del malato vige, al di fuori degli ‘addetti ai lavori’, il massimo riserbo.
E a causa del virus e della sua diffusione (definita da ieri ufficialmente ‘Pandemia’ dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) si sta forse gradatamente avverando quello che il governatore Zaia aveva anticipato: “Se i veneti non capiscono che devono restare a casa tra poco svuoteremo gli ospedali…”, nel senso che i malati ‘ordinari’ (non gravi) dovranno fare posto per convertire tutti i reparti abilitandoli per l’assistenza ai malati di coronavirus.

OSPEDALI DEL VENEZIANO
Gli ospedali del veneziano si starebbero organizzando in questo senso. A Mestre ci sarà una ‘grande area’ con specialità Pneumologia (per le malattie respiratorie) e Malattie Infettive. Stesso processo è in atto a Venezia dove si stanno aumentando i posti letto di Malattie Infettive. Stessa scelta all’ospedale di Mirano.
Personale sanitario, verso la normalità. Il ritorno in corsia di medici e infermieri per effetto del decreto che permette il rientro del personale in isolamento se asintomatico, oltre che la sospensione del tampone e della quarantena per chi viene a contatto con un contagiato ma non mostra sintomi, sta contribuendo a riportare gli organici nei reparti verso la normalità.
Mascherine, occhiali, guanti, camici e tutti dispositivi di sicurezza in genere sono sempre con disponibilità limitata, questo avrebbe portato l’Usl a razionarli.

Ospedale di Mirano:
5 ricoverati in area non critica
5 ricoverati in rianimazione

Ospedale di Dolo:
2 ricoverati in area non critica

Ospedale di Jesolo:
1 ricoverati in area non critica

CHIOGGIA
Tra i residenti di Chioggia, Valli e Conche c’è molta preoccupazione. I casi accertati, anche gravi, di positività al virus hanno destabilizzato la popolazione che ora pensa ad un ‘cluster’.
Il primo è stato scoperto il 26 febbraio, un anziano con febbre alta che è stato ricoverato a Chioggia dove è stato scoperto il contagio. Poi è stata la volta del parroco, don Massimo Fasolo, ricoverato in terapia intensiva a Padova (le condizioni ieri parlavano di un «leggerissimo» miglioramento) dopo che per una decina di giorni era rimasto a casa per un’influenza molto forte che lo aveva debilitato moltissimo. Poi ha alimentato la paura la morte di Fiorello Bertaggia, sofferente di altre patologie, ma positivo anche lui al Covid 19 al momento del decesso. Dopo due giorni la morte di Nino Bertaggia, padre 98enne di Fiorello appena scomparso, che però non ha ancora diagnosi certe confermate come cause del decesso. Infine l’ultimo ricovero, avvenuto mercoledì a Chioggia, di un’altra persona di cui ancora non si sa nulla. La gente è spaventata e per avvalorare la preoccupazione racconta come tutto sia iniziato con un medico di base che sarebbe stato scoperto positivo, quindi misteriosamente scomparso e sostituito.

Ospedale di Chioggia:
1 ricoverato in area non intensiva
1 deceduto

VENEZIA E MESTRE
Ospedale dell’Angelo di Mestre:
19 ricoverati in area non critica
15 ricoverati in rianimazione
4 deceduti
1 paziente dimesso

Ospedale Civile di Venezia:
8 ricoverati in area non critica
3 ricoverati in rianimazione
1 paziente deceduto
2 pazienti dimessi

VENETO: 1011 CASI
In Veneto si registrano 1049 casi totali, 1011 attuali e 38 guariti. L’ultimo report della Regione Veneto dice anche che il numero dei morti nella nostra regione è ora di 29. Da mercoledì mattina a mercoledì sera l’aumento è stato di 26 casi. Le persone ricoverate in rianimazione mercoledì sera erano 81, le persone ricoverate in rianimazione mercoledì mattina erano 68.

Ospedale di Treviso:
70 ricoverati in area non critica
6 ricoverati in rianimazione
14 pazienti deceduti
5 pazienti dimessi

Ospedale Università di Padova:
42 ricoverati in area non critica
18 ricoverati in rianimazione
5 pazienti deceduti
31 pazienti dimessi

Ospedale Schiavonia:
21 ricoverati in area non critica
4 pazienti in rianimazione
1 paziente deceduto
0 pazienti dimessi

Ospedale Verona-Borgoroma:
19 ricoverati in area non critica
3 pazienti in rianimazione
2 paziente deceduto
3 pazienti dimessi

Ospedale Verona-Negrar:
13 ricoverati in area non critica
1 paziente in rianimazione

(seguono altri con una decina di casi o meno)

(categoria “virus cinese”, aggiornamento 8 marzo 2020 ore 12.00)

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