Coronavirus, Ulss: Venezia paga il Carnevale interrotto tardi

ultimo aggiornamento: 03/04/2020 ore 19:40

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Coronavirus, Ulss: Venezia paga il Carnevale interrotto tardi

A Venezia il coronavirus ha viaggiato veloce nelle prime fasi a causa del Carnevale, ora ne arriva una possibile conferma autorevole.

Era domenica 23 febbraio a Venezia, improvvisamente arrivò l’annuncio: “Le manifestazioni in corso vanno ad esaurimento per evitare problemi di ordine pubblico. Dallo sgombero di fine evento di oggi si va all’assenza totale di qualsiasi forma di manifestazione, fiere comprese, di qualsiasi forma di aggregazione, pubblica o privata, fino al primo marzo compreso. Eventualmente il provvedimento potrà essere reiterato”. L’ordinanza a firma Zaia-Speranza continuava: “Chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino al 1° marzo. Chiusura dei musei e di qualsiasi luogo di aggregazione pubblico e privato. Chiusura dei mercati, sospensione di attività collettive per finalità ludiche, sportive, sociali o per qualsiasi finalità”.


Il Carnevale di Venezia 2020 si concludeva così, permettendo alle persone di fare rientro entro mezzanotte con un annuncio dato dopo il “Volo di Kristian Ghedina dal Campanile di San Marco” a mezzogiorno di domenica in una Piazza San Marco gremita. Già allora la gente si interrogava: “Ma come si è potuto continuare a festeggiare fino ad oggi con le notizie che arrivavano?”. A fine gennaio era già scoppiata l’epidemia in Cina, vi erano i primi casi in Italia e i primi sospetti in Veneto.

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, intervistato quella domenica mattina, confessò: “Penso che un provvedimento arriverà entro stasera…”, ma l’impressione era che aspettasse qualcosa o qualcuno. E infatti subito dopo arrivò l’ordinanza Zaia-Speranza, ma soltanto a manifestazione conclusa per quella mattina, a soli due giorni dal termine del Carnevale e, soprattutto, dopo 15 giorni di festeggiamenti e assembramenti di persone. Su quella vicenda è rimasto un pesante interrogativo sospeso: se la Regione e la Sanità potevano muoversi, come in effetti hanno fatto, come hanno potuto aspettare così tanto davanti un allarme di quelle dimensioni per la salute pubblica?

Massimo Girotto, direttore dell’ospedale Civile di Venezia con specializzazione in Igiene Pubblica e Medicina Preventiva, conferma la possibile associazione tra Carnevale e rapida diffusione del virus a Venezia «Forse Venezia sconta la chiusura dopo il Carnevale, ma prima non sapevamo».


L’argomento esce nel punto streaming di giovedì mattina in collegamento con le organizzazioni sindacali e riporta alla mente quei giorni: da una parte chi parlava di atteggiamento irresponsabile aver portato avanti festeggiamenti come nulla fosse, come il presidente di Municipalità Giovanni Andrea Martini o come Marco Gasparinetti del gruppo cittadino ’25Aprile’, dall’altra attività commerciali e imprenditoriali affacciate al turismo con i loro rappresentanti in testa che premevano e diffidavano chiunque facesse “Allarmismo sociale e terrorismo psicologico” che potesse rovinare gli affari.

Alla luce di quanto accaduto, avevano ragione i primi. Ma il dirigente dell’Ulss ha spiegato che prima non lo si poteva sapere, si parlava ancora di cercare “il cinese con la febbre”.

I fatti però dicono che la diffusione del virus a Venezia è stata registrata subito dopo Carnevale, tanto che il presidente Zaia ha parlato di “Piccolo cluster ospedaliero nella città storica…” e non a caso i primi toccati e fermati dal virus sono stati in gran numero (tra gli altri) operatori del Suem, cioè operatori sanitari che si affacciavano all’esterno delle strutture ospedaliere.

“Quando poi sono scattate le restrizioni – conferma il dott. Girotto – il numero si è stabilizzato, spostando i valori di maggior diffusione a Mestre dove vi sono state altre situazioni di concentrazioni di persone”.

Il dirigente non intende certo accendere polemiche né offrire l’occasione di fornirne per possibili strumentalizzazioni: “E’ un’ipotesi, il contagio può aver avuto via più facile là dove la concentrazione di persone era inevitabilmente più forte».

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Una persona ha commentato

  1. …la prima dififda in merito, con richiesta di sospensione immediata del Carnevale a Venezia, è stata inviata dal sottoscritto alle varie istituzioni, tra le quali Sindaco Brugnaro, Regione Veneto e Assessore Lanzarin, Ministro Salute, Ulss 3 Serenissima, nonchè a Prefetto e Commissario Borrelli, poi contattati telefonicamente per un riscontro, già la sera del 21 febbraio scorso alle ore 20.10:
    https://www.lavocedivenezia.it/virus-prof-mozzato-sospendere-feste-e-bloccare-larrivo-dei-turisti/

    Ho poi avvisato telefonicamente in tarda serata anche il Presidente di Municipalità, che ha poi chiesto pure lui di fermare il carnevale.
    Ma nessuno ha fatto nulla, e questo è il risultato…
    Eppure io non sono un infettivologo…, ma forse bastava un pò di attenzione, buon senso e di prudenza, accecati invece dagli interessi economici…
    Ricordiamocenen alle pressime elezioni amministtrative…

    Prof. Fabio Mozzatto
    Venezia.

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