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venerdì 22 Ottobre 2021

Coronavirus, il piano emergenziale sanitario per l’autunno. Zaia: “Si prevede una stagione non facile”

HomeZaiaCoronavirus, il piano emergenziale sanitario per l'autunno. Zaia: "Si prevede una stagione non facile"

Zaia, circolare esplicativa ad integrazione dell'ordinanza di ieri "Take-away e a casa"

Coronavirus, ecco il piano emergenziale sanitario per l’autunno della Regione Veneto.
“In particolare, al fine di individuare misure per la risposta efficace in caso di aggravamento della situazione sanitaria a causa della diffusione del virus nei prossimi mesi, è stato elaborato dalle Strutture regionali dell’Area Sanità e Sociale, in collaborazione con Azienda Zero … (omissis) … il documento recante “Emergenza COVID-19 – Piano emergenziale per l’autunno 2020″… (omissis)… Il suddetto documento intende adeguare l’attuale sistema assistenziale all’attuale scenario pandemico, prevedendo interventi specifici con riferimento all’assistenza ospedaliera e all’accesso al Pronto Soccorso, al potenziamento dei laboratori di microbiologia e all’adozione da parte di Pronto Soccorso, RSA e Medici di Medicina Generale di test rapidi, che forniscano un risultato nel giro di pochi minuti per lo screening di COVID-19”

E’ uno stralcio del più importante documento in tema di sanità pubblica dell’ultimo periodo. Questo piano emergenziale della sanità pubblica del Veneto per il prossimo autunno prevede, a grandi linee, di rafforzare tutti i settori.

Questo è quanto ha annunciato oggi il presidente del Veneto, Luca Zaia, nel presentare il documento di “una Regione che ha guardato in faccia il Covid 19 e ha saputo reagire con una squadra forte”.

Ora, in vista di un’ eventuale situazione di peggioramento dell’andamento dell’epidemia tra qualche mese, Zaia ha predisposto un piano che “si basa su sei pilastri fondamentali: prevenzione, capacità diagnostica (rete laboratori), assistenza sanitaria sul territorio, emergenza-urgenza (118) , assistenza ospedaliera e servizi informativi regionali”.

Il rafforzamento della rete ospedaliera è piuttosto consistente per 81,8 milioni e prevede l’aumento dei posti letto di terapia intensiva da 494 posti letto (di cui 44 nei privati) a 663, dagli 85 di semi intensiva a 663, dai 165 di malattie infettive a 1.085.

Le postazioni di terapia intensiva, in situazioni di emergenza, possono arrivare 1.016. Gli investimenti per i pronto soccorso sono per 16,1 mln.

Rafforzati anche i 14 laboratori di microbiologia con un sistema che manterrà il suo epicentro a Padova, con l’acquisto di 21 nuove attrezzature, e ai tamponi si affiancheranno i test rapidi e gli screening con la tecnica dl pooling: “si spingerà molto – avverte Zaia – sulla diagnostica rapida”.

Si prevede, comunque una stagione autunnale “non facile. Pertanto – rileva Zaia – ci siamo programmati per una diagnosi differenziale. Sarà infatti difficile capire se tosse, febbre e altro siano da ricondurre ad una normale influenza o al Covid 19 e quindi è inevitabile il test “. Verrà introdotta la figura di infermiere di famiglia, (8 ogni 50 mila assistiti), si conferma inoltre il sistema di Biosorveglianza.

Zaia si è anche espresso oggi sulla situazione odierna della lotta al virus. “E’ chiaro che il virus entra da fuori o qualcuno ce lo porta dentro in Veneto”, dice Luca Zaia commentando l’aumento dei casi nella regione e la crescita dell’indice Rt.

La situazione in Regione si è acuita, per i casi più recenti, con le decine di positivi nel Centro della Cri di Jesolo, di altri 137 nel centro per migranti (su poco più di 300 presenti) nell’ex caserma Serena di Dosson di Casier (Treviso) e di altri veneti rientrati dopo vacanze in Croazia, Malta, Perù, Messico , Corfù.

“Le vacanze sono un elemento a rischio” precisa Zaia spiegando che la sua non è “una campagna contro i competitors. Ognuno va in vacanza dove vuole , ma è fuor di dubbio che gli ultimi pazienti si sono infettati quando erano in ferie”.

“Se non ci fossero stati questi casi – aggiunge – non avremo quel numero di positivi”. Specie per gli ospiti della ‘Serena’ che “da lì – ribadisce Zaia – non devono uscire”.

Obbligatoria, quindi, la quarantena, anche se questa disposizione ha creato, nelle scorse settimane, malumori tra i migranti (qualcuno è andato in escandescenza ed è stato arrestato dopo aver sfasciato l’infermeria).

I tamponi verranno pertanto ripetuti ciclicamente: il prossimo test è fissato per il 12 agosto.

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A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

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