Coronavirus, meno tamponi ma più contagi. C’è attesa per quanto dirà oggi Zaia

ultimo aggiornamento: 13/07/2020 ore 14:46

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Coronavirus nel veneziano, zero nuovi contagi, un nuovo decesso

Coronavirus: risalgono i contagi e i morti e c’è molta attesa per quello che dirà il presidente del Veneto, Luca Zaia, nell’annunciato incontro di oggi.
Di certo c’è che nella situazione attuale i due fronti che preoccupano di più sono gli assembramenti, movida o spiagge che siano, e i focolai da migranti, così come i ‘casi d’importazione’.
Non sono pochi a pensare che quanto dirà oggi Zaia riguarderà proprio questi temi.

Sono 16 i nuovi casi di Coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Veneto, secondo il Bollettino regionale, che portano il totale dall’inizio della pandemia a 19.395.
Il dato porta a un aumento delle persone attualmente positive (408, +10 rispetto a ieri), ma sono invariati i soggetti posti in isolamento fiduciario (1.298).


I negativizzati crescono di 6 unità, a 16.948. Non cresce il numero di decessi, fermo a 2.039 di cui 1.435 negli ospedali.
Nessuna variazione per la situazione ospedaliera: 142 i ricoverati nei reparti ordinari e 9 nelle terapie intensive.

La situazione generale mostra aumenti che a tratti possono essere considerati consistenti in quanto sono stati fatti meno tamponi, come sempre nel fine settimana, ma nonostante questo tornano a salire i nuovi contagiati da coronavirus.

Sono 234 in più nel bollettino di domenica sera, a fronte dei 188 del giorno precedente.
Aumentano anche le vittime, da 7 a 9, ben 8 delle quali in Lombardia, che però vede diminuire la percentuale di positivi trovati sul totale nazionale (77, il 32,9%).


Pesano invece i contagiati in Emilia Romagna, 71, e in Calabria, 28, effetto dei focolai rispettivamente in alcune aziende e tra migranti sbarcati con il Covid.

Sono i contesti che ora preoccupano di più, assieme alla movida e agli assembramenti tipici dell’estate, con i nuovi casi tra i giovani in netto aumento.

Il ministro della Salute Roberto Speranza esorta a non abbandonare la prudenza, perché il virus circola ancora e le misure di sicurezza basilari saranno prorogate.

In Italia ci sono ancora oltre 13 mila persone positive al coronavirus, secondo i dati ufficiali del ministero della Salute, considerati sottostimati, la stragrande maggioranza dei quali in isolamento domiciliare.

Le vittime continuano ad aumentare, seppure con numeri a una cifra: la quota impressionante di 35 mila morti non è più tanto lontana.

Detto dell’aumento dei contagiati in 24 ore a fronte di appena 38 mila test, 8 nuove vittime su 9 si concentrano in Lombardia (l’altra è in Abruzzo), che ha però aumentato il numero di tamponi.
La regione di gran lunga più colpita vede anche salire di due unità i posti occupati in terapia intensiva (ora 31), nel secondo giorno consecutivo di lieve incremento a livello nazionale (+1).

Spicca il caso dell’Emilia Romagna, che nonostante il quinto giorno di fila senza vittime fa registrare il 30% dei nuovi contagiati in Italia con un +71, tra gli incrementi più alti delle ultime settimane.
In gran parte di tratta di infettati in un prosciuttificio o dei focolai già individuati nelle aziende di logistica Brt e Tnt.
La Regione chiede screening sistematici alle imprese del settore.

Anche la Calabria fa registrare 28 nuovi casi, migranti di un gruppo di 70 arrivati a Roccella Ionica venerdì.

Nel Lazio se ne registrano 20, dei quali 16 dall’estero (12 sono bengalesi).

In generale sono gli arrivi da altri Paesi, con qualsiasi mezzo, a preoccupare le autorità, mentre si cerca di arginare le violazioni durante la movida.

A Roma oltre 3 mila controlli dei vigili urbani nel weekend, con la chiusura di una discoteca e l’isolamento temporaneo di piazza Trilussa e piazza Bologna, troppo affollate.

All’Argentario, nel Grossetano, una festa abusiva in una villa con oltre 350 persone è stata interrotta dai carabinieri che hanno denunciato due persone, padre e figlio, responsabili del mega party.

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