Coronavirus in aumento, in arrivo nuove norme. “Richiamo” alle forze di polizia per i controlli

ultimo aggiornamento: 04/10/2020 ore 08:35

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Finita era autocertificazione, mascherine solo al chiuso

Coronavirus in aumento, contagi come ad aprile: sono in arrivo nuove norme. Scende in campo anche l’esercito e vengono decisi mini-lockdown mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, appare in tv per dire: “situazione preoccupante”.

Ci saranno ora controlli mirati, pattugliamenti contro gli assembramenti e anche i militari in campo per verificare il rispetto delle norme, come l’obbligo delle mascherine. Ma anche mini-lockdown diffusi per arginare l’aumento dei focolai. Il virus comincia a diffondersi al ritmo


dei numeri della fase di aprile e il Viminale è pronto a fornire un ulteriore supporto, con attività straordinarie e – se serve – l’ausilio dell’esercito.

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 2.844 nuovi casi. Dati che preoccupano anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Non posso tacere la preoccupazione per l’aumento del ritmo del contagio della pandemia e per vittime che giorno per giorno continuiamo a registrare”, commenta il capo dello Stato.

Un numero così alto non si verificava dallo scorso 24 aprile, quando si registrarono 3.021 contagi in un giorno.
La curva sale nonostante la lieve diminuzione di tamponi, 118.932 quelli effettuati, circa 1.300 in meno.
Cresce, seppure di poco, anche il numero delle nuove vittime: 27 in un giorno, per un totale di 35.968 dall’inizio dell’emergenza.


Si torna con le cifre ai periodi della piena fase di emergenza, ma con un quadro geografico diverso: in testa alla classifica delle regioni più colpite nelle ultime ore c’è la Campania (+401), seguita da Lombardia (+393) e Piemonte (+279).

Sono 55.566 gli attualmente positivi al Covid 19 in tutta Italia, ma per fortuna la maggior parte dei nuovi malati non è in ospedale: sono 1.503 in più le persone contagiate in isolamento a casa (52.064) mentre aumenta lievemente il numero dei posti occupati in terapia intensiva (297, +3) e nei reparti ordinari (3.205, + 63).

Nuove precauzioni sono già in arrivo: dall’obbligo di mascherine all’aperto in tutto il Paese a possibili limitazioni sugli orari di chiusura


di pub e ristoranti, fino alle norme ferree sul contingentamento delle presenze in strutture sportive e ricreative come teatri e cinema anche se il presidente dell’Anica, Francesco Rutelli, precisa che “il governo ci ha assicurato che al momento ciò non è all’ordine del giorno”.

L’esecutivo, che ha sul tavolo la bozza del prossimo Dpcm pronto per essere varato mercoledì 7 ottobre, lavora anche all’ipotesi di chiusure mirate e sempre più localizzate.

Di fatto, alcuni ‘mini lockdown’ – con i bar chiusi dalle ore 18 alle 6 del giorno successivo e la sospensione delle attività di barbieri e parrucchieri – sono già stati disposti in alcuni territori.
Gli ultimi sono previsti con un’ordinanza della Basilicata nel Potentino, fino al 13 ottobre per i comuni di Tramutola e Marsicovetere.

E nel resto del Paese i controlli, per espressa richiesta del Viminale, saranno sempre più stringenti. A mobilitarsi è stato anche


il capo di gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, che ha indirizzato una circolare ai prefetti allo scopo di adottare tutte le iniziative di propria competenza per limitare il rischio del contagio.
Nella circolare si ribadisce “l’impegno delle Forze di polizia nell’assicurare il rispetto delle disposizioni anti-Covid attraverso i servizi di prevenzione generale che caratterizzano le attività di controllo del territorio, come anche la possibilità di controlli mirati in relazione ai luoghi urbani e alle fasce orarie di maggiore affollamento”.

Se non bastasse, scenderanno in campo anche i militari.
Le attività di controllo potranno essere modulate – si legge nella circolare – “con il consueto concorso di operatori delle polizie locali e con l’eventuale ausilio del personale militare appartenente al dispositivo ‘Strade Sicure’, nel quadro del pertinente Piano di Impiego'”.

In questo contesto, un piano ‘ad hoc’ potrebbe essere valutato per la Campania, una delle regioni con la più alta densità abitativa e ora con il più alto numero di contagi giornalieri. A chiederlo nelle prossime ore sarà il governatore Vincenzo De Luca, che al Viminale incontrerà il ministro dell’Interno e il capo della Polizia: dai prossimi giorni sarà disposto un significativo aumento dei pattugliamenti, controlli mirati e più sanzioni.

Stesse richieste dal sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che ha chiesto al Prefetto l’ausilio dell’esercito nel fine settimana anche nella sua città.

Anche nella Capitale i controlli sono ormai a tappeto, soprattutto nei luoghi della movida e poche ore dopo l’ordinanza regionale sull’obbligo della maschera all’aperto. Dopo Campania, Lazio, Sicilia, Calabria, Piemonte e Basilicata, dalla strada fino alle minori limitazioni a seconda dei luoghi di assembramento, ora anche nelle Marche chi non indossa il dispositivo sarà multato.

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Una persona ha commentato

  1. Sono favorevole a maggiori restrizioni soprattutto in strada, si obblighino le persone al rispetto delle regole indossando la mascherina su naso e bocca,la sanzione sia di 1000 €, ma non si vieti alle persone che hanno attività e che rispettano le norme la possibilità di lavorare. Non si può chiudere di nuovo per un mese, altrimenti non si riapre più, ma se chiusura deve essere lo sia totale sospendendo tutte le attività,si fermino trasporti,uffici pubblici e privati, scuole di ogni ordine e grado, supermercati, ipermercati,tim,luce acqua e gas e tutti dal primo all’ultimo senza stipendio, si chiuda il parlamento,e si sospendano gli stipendi di tutti i politici da Mattarella in giù, vediamo poi quanti saranno felici di queste restrizioni in nome della sicurezza degli anziani e dei bambini. Conte ci sta mettendo in prigione senza spare un solo colpo di fucile contro il popolo,non c’è riuscito nessuno prima di lui. T’amo pio bove.

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