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Coronavirus e medici: una strage continua. Altri 5 oggi, l’ultimo era in pensione

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Coronavirus e medici: una strage continua. Altri due oggi, il secondo era in pensione

Coronavirus e medici: una strage che pare non finire mai. Altri 2 decessi nel pomeriggio a causa del virus maledetto che si sommano ai tre di questa mattina e che portano il bilancio a 127.

Gli ultimi due dottori deceduti – rende noto la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) – sono: Pietro Bellini (medico di famiglia) e Renzo Mattei (medico in pensione).

Il totale dei decessi sale oggi a 127. La Fnomceo aggiorna costantemente la lista dei decessi includendo medici in attività, pensionati e medici pensionati richiamati in attività o comunque impegnati nell’emergenza.

Il numero di giovedì sera aggiorna il funesto dato di oggi. Questa mattina era infatti arrivata la notizia di altri tre medici che hanno perso la vita per l’epidemia di Covid-19. Alberto Guidetti (ginecologo), Alberto Omo (direttore sanitario casa di riposo) e Giancarlo Buccheri (medico antroposofo).

Per l’infezione da Covid-19 hanno anche perso la vita 31 infermieri e 9 farmacisti. Oggi la notizia anche del decesso di un’ostetrica nel napoletano.

Di oggi è anche la notizia che 1 contagiato su 13 è un operatore sanitario. Lo studio di OMS Europa: “Su 300.000 test per il coronavirus effettuati in Europa, 1 caso di contagio su 13 riguarda gli operatori della sanità”, le parole della dottoressa Catherine Smallwood dell’Oms Europa durante una conferenza stampa.

I dati su cui è basato questo calcolo sono quelli che ciascun Paese europeo invia all’ufficio regionale, ha spiegato la dottoressa esprimendo “preoccupazione” per medici, infermieri e altri lavoratori del settore.

Sullo sfondo della situazione che definire grave è poco, il parere della categoria degli anestesisti che giudica insufficiente il numero di posti letto globali per terapie intensive auspicando un veloce aumento della quota che arrivi fra il 35 ed il 50%.

Gli aumenti delle terapie intensive, l’incremento delle borse di studio, l’arruolamento degli specializzandi al quarto e quinto anno, significa “pensare subito al miglioramento della rete assistenziale delle Terapie Intensive per “garantire la qualità dell’assistenza nel futuro, anche di fronte a nuove emergenze”.

E’ questo l’obiettivo dell’appello lanciato dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva(Siaarti) e l’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica (Aaroi-Emac) indirizzato a istituzioni, Governo e Conferenza Stato-Regioni.

“È fondamentale – affermano le Società – prevedere che cosa accadrà al termine del periodo emergenziale e come saranno stabilizzati i nuovi posti letto di Terapia Intensiva. Si ritiene imprescindibile esprimere i criteri da adottare che possano portare ad un incremento dell’offerta ‘stabilizzata’ fra il 35 ed il 50%”.

Ma un aumento dei posti letto “necessita anche di medici specialisti di Anestesia Rianimazione, Terapia intensiva e del dolore, oltre che di infermieri di Area Critica che rappresentano anch’essi una professionalità preziosa”. Da qui la richiesta di un incremento significativo (2000/2500 unità) delle Borse di Studio indirizzate alle Scuole di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore e l’arruolamento in servizio – secondo quanto già previsto dal Decreto Cura Italia 2020 – del quarto e quinto anno delle Scuole di Specializzazione.

Questo, rilevano, “permetterebbe di avere sul campo immediatamente oltre 1000 Anestesisti Rianimatori con competenze intensivologiche”.

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