Coronavirus, dati completi di sabato: impennata di decessi.

ultimo aggiornamento: 20/09/2020 ore 08:44

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Coronavirus nel veneziano, zero nuovi contagi, un nuovo decesso

Coronavirus, dati completi aggiornati a sabato, un valore su tutti: impennata di decessi. Il report è quello di sabato 19 settembre 2020, quello che contrassegna ben 24 morti in un giorno. Un numero grande che rappresenta il dato più alto dal 7 luglio di quest’anno.
Un’impennata dei decessi per Coronavirus in Italia che non era attesa: 24 nelle ultime 24 ore significa uno ogni ora. Il giorno precedente erano stati 10.
Un dato così alto non si registrava dal 7 luglio, quando le vittime erano state 30.

Risultano invece in calo i nuovi contagiati: 1.638, contro i 1.907 di venerdì. In lieve aumento i tamponi: ne sono stati processati 103.223.
Secondo i dati del Ministero della Salute, il totale delle vittime del Covid-19 nel Paese ha così raggiunto quota 35.692, quello dei casi positivi 296.569. In Lombarda il maggior aumento dei decessi (+9).


Sono dati che preoccupano, proprio mentre in Italia ci si appresta ad andare alle urne per il referendum costituzionale e in sette regioni per le rispettive amministrazioni, considerando che in crescita sono anche le terapie intensive.

Altri sette pazienti affetti da Coronavirus sono infatti entrati nei reparti di rianimazione nelle ultime 24 ore, e il totale sale così a 215. Calano invece i ricoverati con sintomi: sono 2.380 (-7 rispetto a ieri). Sono poi 40.566 le persone in isolamento domiciliare (+704) e 43.161 gli attualmente positivi (+704). I dimessi e i guariti sono 217.716 (+909).

Per quanto riguarda le regioni, il numero più alto di nuovi contagi si ha ancora in Lombardia (+243), seguita dal Lazio (+197), dal Veneto (+186), dalla Campania (+149) e dalla Toscana (+143).
A tenere alta l’attenzione sono i tanti focolai diffusi nella Penisola, oltre naturalmente alla situazione nelle scuole a pochi giorni dall’apertura. A proposito di istituti scolastici, da segnalare tra l’altro la chiusura a Roma, fino al 1/o ottobre, del liceo dell’Istituto De Merode, a piazza di Spagna, frequentato anche da rampolli di famiglie ‘vip’, dopo un caso di Covid tra gli studenti.


A San Giuseppe Jato e a Belmonte Mezzagno, due comuni del Palermitamo non confinanti, hanno deciso di chiudere le scuole a causa dei contagi che si sono verificati nei loro territori. Una decisione analoga era stata presa due giorni fa dal sindaco di Corleone. E sono 65 le persone messe in quarantena dopo che due studenti, in due istituti diversi nel trevigiano (una Scuola dell’Infanzia del Distretto Conegliano e un Istituto Superiore del Distretto Asolo), sono risultati positivi al Covid 19.

Un’intera classe è stata posta in isolamento nella scuola primaria di Arquà Polesine (Rovigo) sempre per un bambino risultato positivo, con quarantena anche per tutti gli altri ci siano venuti in contatto. Una maestra di una scuola elementare di Rimini è risultata positiva e la Ausl Romagna ha disposto il tampone, ma non l’isolamento, per una cinquantina di persone, tra alunni, insegnanti e personale scolastico.

Lezioni sospese da ieri mattina, in via precauzionale, in una prima classe della scuola elementare ‘Rosano’ di Larino (Campobasso), dopo che la mamma di un alunno, incinta ed entrata in ospedale per partorire, è risultata positiva al tampone. “Penso che la scuola sia ripartita nel modo migliore, ma non vedremo gli effetti della riapertura prima di 7-10 giorni” ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico precisando che “tutto è stato messo in campo per contenere la diffusione epidemica in ambito scolastico”.

Sempre attivi in Italia numerosi ‘cluster’, come quello che ha portato oggi il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci a dichiarare “zona rossa” le quattro strutture della “Missione Speranza e Carità” a Palermo, la comunità del francescano laico Biagio Conte, che ospita centinaia di senzatetto.

Il Comune di Formia ha disposto l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e in luoghi pubblici dopo che il focolaio del mercato ittico ha fatto registrare 23 casi positivi. A Polignano a Mare (Bari) ha ripreso, seppur parzialmente, l’attività nell’azienda ortofrutticola Sop, dove un focolaio di Coronavirus ha contato in tutto circa 200 positività, distribuite in 12 Comuni di tre provincie (Bari, Taranto e Brindisi).

Sette nuovi contagi si sono avuti a Sedilo, nell’Oristanese, e tra questi anche il parroco: così la Diocesi di Alghero-Bosa ha deciso di tenere chiusa fino a domani la Parrocchia di San Giovanni Battista, per consentire la sanificazione. A Sanremo un caso di Covid è stato segnalato ieri nella mensa del commissariato. E mentre il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, dopo una passeggiata serale nei luoghi della movida, scrive ai giovani su Facebook che “mettersi la mascherina non è da sfigati. È da sfigati contagiarsi e mettere a rischio la propria vita e quella dei propri cari”, un Comune dell’Ascolano, Offida, meno di 5.000 abitanti, delibera un rimborso di 15 euro per chi effettua il test sierologico e di 30 euro per chi si sottopone al tampone, tramite dei buoni da spendere nelle attività commerciali della città.

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