Coronavirus, cosa fare, cosa non fare, come muoversi se obbligati. Delucidazioni dopo il dpcm

ultimo aggiornamento: 11/03/2020 ore 09:51

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Coronavirus, cosa fare, cosa non fare, come muoversi se obbligati. Delucidazioni dopo il dpcm

Il Prefetto di Venezia domenica per primo ha fornito alcune delucidazioni per comprendere meglio l’ultimo dpcm del governo sul coronavirus che, inevitabilmente, conteneva linee generali e non casi specifici.
Il chiarimento è giunto opportunamente in quanto, come noto, proprio Venezia e provincia (tra le altre) sono state dichiarate “zone di contenimento’ e non sono poche le persone che si sono trovate in difficoltà nei primi momenti per mancanza di informazioni specifiche disponibili.

VENEZIA
“Non si sono sbarramenti, e non serve alcuna ‘autorizzazione’. Gli spostamenti per lavoro, causa che è considerata nel dpcm, o per necessità, non hanno limitazioni. In sostanza, non si va in giro all’interno delle zone di contenimento se non c’è un motivo serio”.
Queste le parole del Prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, dopo un confronto con le altre prefetture del Veneto.
“Le ‘necessità’, come quelle sanitarie, sono facilmente intuibili – aggiunge – Facciamo il caso, la persona che deve spostarsi per assistere la madre anziana perchè la badante è assente: può essere una necessità”.
Ovvio che essendoci divieti, ci saranno dei controlli delle forze dell’ordine: “saranno a campione – spiega -, ma la giustificazione sul motivo dello spostamento nella zona ‘rossa’, che non è più come a Vo’ o Codogno, potrà essere fatta con un’autocertificazione. Ci sono dei modelli a disposizione”.
Venezia rappresenta anche un capitolo a parte nel nuovo documento del Viminale diffuso domenica: controlli particolari saranno effettuati per le navi da crociera. I passeggeri delle navi da crociera non potranno sbarcare per visitare la città – dice la direttiva – ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza.
Il Viminale ribadisce infine che spetta al prefetto “il monitoraggio dell’attuazione delle misure previste in capo alle varie amministrazioni”.
In merito alle crociere domenica la Costa Crociere ha fatto sapere che nelle diverse crociere attualmente in corso “la situazione sanitaria a bordo delle navi non presenta alcuna criticità”.


DELUCIDAZIONI ESPLICATIVE DEL MINISTERO DELL’INTERNO
A livello centrale, dopo la fuga di notizie e di persone, si sono ieri messi a fuoco i margini delle limitazioni.
Controlli in aeroporti, controlli alle stazioni, controlli ai caselli autostradali, autocertificazioni rigorose (saranno controllate) per i cittadini che si devono spostare, rischio del carcere per chi viola la quarantena.
Queste alcune delle direttive inviate dal Viminale ai prefetti per un’applicazione “unitaria e corretta” del Dpcm approvato dal governo e per l’attivazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato” della Lombardia e di tutte le 14 province individuate nel nord Italia.

La direttiva prevede anche indicazioni specifiche per i controlli sugli spostamenti nelle ‘aree di sicurezza’ che, dice il Viminale, “potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia”. Autocertificazioni che potranno essere soggette a controlli.
C’è invece il “divieto assoluto, che non ammette eccezioni” per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus.
La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 come già indicato nel precedente decreto del 24 febbraio ma, dice ancora il Viminale, “salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale, delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica. Un reato per il quale si rischia il carcere.

I controlli sul rispetto delle limitazioni agli spostamenti avverranno innanzitutto lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti.
Su autostrade e viabilità principale saranno eseguiti dalla Polizia Stradale mentre Carabinieri e polizie municipali si occuperanno della viabilità ordinaria.
Controlli anche alle stazioni, affidati alla Polfer con la collaborazione del personale di Ferrovie, delle autorità sanitarie e della protezione civile: viene prevista una canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni “al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori” con i termoscanner.
Anche negli aeroporti lombardi e delle 14 province, i passeggeri in partenza e in arrivo saranno sottoposti al controllo dell’autocertificazione.
Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti nelle aree di sicurezza mentre per quelli in arrivo i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso.


LE NORME ATTUALI
Una linea immaginaria va immaginata a delimitare l’intera Lombardia e le altre 14 province di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Marche: dentro quest’area bisognerà fino al 3 aprile “evitare ogni spostamento”, sia all’interno che verso o dall’esterno. Potranno muoversi le merci, ma non le persone.
Misure restrittive arrivano però per tutto il Paese e prevedono, oltre alle scuole, la chiusura di cinema, teatri, pub e discoteche.
Il governo “raccomanda” agli anziani di restare a casa, ai datori di lavoro di promuovere congedi e ferie, e a tutti i cittadini di limitare gli spostamenti.
Chi è in quarantena ha il divieto “assoluto” di uscire: chi lo viola rischia il carcere.
Non si blocca tutto, restano aperti gli uffici pubblici e continuano a circolare le merci, ma si crea distanza tra le persone per limitare la diffusione del virus.
E’ questa la logica dietro le norme del nuovo dpcm del governo.

Nelle province del contagio serrande abbassate nel weekend anche per i centri commerciali: uniche eccezioni per farmacie, parafarmacie e alimentari.
Chiuse nelle regioni del contagio anche le palestre, i centri sportivi, le piscine, i centri termali, le spa, i centri ricreativi.
E’ permesso lo sport a livello professionistico ma solo a porte chiuse.
Scuole e cultura: chiuse fino al 3 aprile tutte le scuole e universita’, che nel resto d’Italia per ora sono ferme fino al 15 marzo (ma non sono escluse proroghe): stop alle gite di istruzione. In tutto il Paese si fermano, oltre ai cinema, musei e siti archeologici.

Nell’area “arancione” sospesi gli esami per la patente e tutti i concorsi, tranne quelli per medici e infermieri, da svolgere preferibilmente a distanza.
Per il personale sanitario sono anche sospesi i congedi e i congressi.
Matrimoni e funerali: niente cerimonie civili e religiose, stop a matrimoni e funerali, si può andare in chiesa solo se e’ garantita la distanza di un metro tra le persone.

Chi viola la quarantena rischia il carcere per delitto contro la salute pubblica.
E’ però sul principio di “auto responsabilita’” che il governo intende far leva. Percio’ in tutta Italia chiunque abbia sintomi da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5 gradi centigradi, e’ “fortemente raccomandato” di restare a casa e contattare il proprio medico.
Il divieto di muoversi e’ “assoluto” per chi sia stato messo in quarantena o sia positivo al virus.
Limiti vengono confermati per l’accesso di parenti e visitatori alle strutture ospedaliere.
Nelle carceri i colloqui vengono limitati i colloqui di persona e viene posto in isolamento chi presenti sintomi di Coronavirus.

Di seguito il documento completo del Ministero dell’Interno di domenica 8 marzo.

ministero dell'inerno alle prefetture 08-03-20 I

ministero dell'inerno alle prefetture 08-03-20 II

(categoria “virus cinese”, aggiornamento 8 marzo 2020 ore 12.00)

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