Cooperazione Internazionale di Polizia. Terza conferenza regionale a Venezia

ultimo aggiornamento: 22/07/2015 ore 19:50

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Dopo Cagliari e Milano il suggestivo scenario lagunare di Ca’ Sagredo ha ospitato il 3° incontro regionale SCIP – Criminalpol (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale).

I lavori sono stati aperti dal Questore di Venezia Angelo Sanna, il quale ha spiegato come sia complesso il lavoro delle Forze di Polizia per garantire la sicurezza in una città cosmopolita come la Serenissima, coordinare i vari attori che sono impegnati costantemente, con uno sguardo rivolto alle problematiche interne e soprattutto a quelle di una città, libro aperto al mondo, ospite di kermesse internazionali quali Mostra del cinema, Biennale , Carnevale etc…

In quest’ottica il coordinamento e gli scambi informativi internazionali proprio  per pianificare ogni dettaglio dei servizi di Ordine e Sicurezza pubblica hanno il loro ruolo determinante. Ha inoltre evidenziato come con il Convegno di oggi, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’interno, tenga in alta considerazione l’impegno del sistema sicurezza nel capoluogo lagunare.


Il Prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale di polizia anche in ambito preventivo, auspicando ulteriore implementazione dei rapporti con i collaterali esteri di polizia.

Il Vice Capo della Polizia – Direttore Centrale della Polizia Criminale, Prefetto Fulvio della Rocca rivolgendosi ai Questori, ai comandanti provinciali delle 5 forze di Polizia del Veneto ed ai rappresentati dell’Autorità giudiziaria presenti, ha evidenziato come: “Il coordinamento delle Forze di Polizia e lo scambio informativo a livello interno ed internazionale per tramite dello SCIP, organismo interforze che rappresenta il Bureau nazionale dell’Interpol (Organismo internazionale di Polizia con sede centrale in Francia a Lione a cui aderiscono 190 paesi), permette a chi fa della sicurezza il proprio mestiere di competere ad armi pari con le organizzazioni criminali, divenute ormai piovre transnazionali. Gli arresti all’estero, i rintracci e le estradizioni, non ultimo quello di Pasquale Scotti camorrista latitante da oltre 30 anni, e arrestato in Brasile, mostrano come la conoscenza delle procedure, la cooperazione internazionale e il coordinamento interno, di cui questi incontri regionali sono la base, portino a risultati tangibili nella lotta al crimine globalizzato. ”

22/07/2015


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