Così salverò il Comune di Venezia, di Jacopo Molina

ultimo aggiornamento: 13/03/2015 ore 21:28

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Comune di Venezia, la ricetta di Molinamolin

Come salvare Ca’ Farsetti dal suo debito di 55 milioni di euro? Questo il compito più gravoso che dovrà affrontare il nuovo sindaco ponendo rimedi sulle spese ‘allegre’ fatte finora. Per salvare il bilancio del Comune di Venezia, la ricetta di Jacopo Molina è quella qui sotto. Al Circolo Franca Trentin di Strada Nuova, il candidato sindaco del Pd, ha anticipato la sua cura dimagrante fatta di tagli: basta con i dipendenti al servizio dei gruppi consiliari, via motoscafi e auto blu, riduzione della segreteria del sindaco, nessun Capo di Gabinetto e nessun personale esterno per gli assessori.

Il risparmio iniziale, sarebbe così di circa 400mila euro, c’è poi l’idea di un ufficio centrale per gli acquisti e in questo modo, le spese del Comune delle partecipate sarebbero standardizzate. C’è inoltre l’idea di fondere queste partecipate (come Avm) e di bloccare le nuove assunzioni (ci sono già 6763 dipendenti).


Altra proposta di Molina, è quella di raggruppare gli assessorati: Bilancio e Partecipate in una sola voce e Lavori Pubblici e Case in un’altra, per permettere di svolgere più rapidamente i lavori di manutenzione negli alloggi del Comune e concederli più in fretta. Inoltre, finora gli assessori, nei ruoli di segreteria hanno avuto sempre personale esterno, Molina pensa che non occorra e che per la segreteria del sindaco basteranno tre persone a Ca’ Farsetti e una in Via Palazzo.

Il candidato Pd ha poi parlato della terraferma e del Ponte di Calatrava. Per quest’ultimo si è proposto di togliere l’ovovia e accollarsi in caso la spesa via traghetto, rivedere la gestione di Forte Marghera e di Sale Docks.

Sara Prian


12/03/2015

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