Ecco il Comitatone per Venezia, farà partire il Mose entro il 31/12/2021. Ultimi 320 milioni

ultimo aggiornamento: 27/11/2019 ore 09:42

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mose pronto entro 2021

Il Comitatone per Venezia è tornato a riunirsi, dopo due anni.
L’impegno da parte del Governo è quello di far ripartire i finanziamenti per il completamento del Mose, per i lavori in città e in laguna, e soprattutto l’impegno a coinvolgere gli enti locali nel controllo sullo stato del loro avanzamento, con un tavolo di confronto anche sulle modalità della futura governance del sistema di dighe mobili.

Escono manifestando soddisfazione così da palazzo Chigi i partecipanti alla riunione dell’organismo, previsto dalla Legge speciale, tornato a formarsi anche sull’onda dell’emozione per la grande acqua alta del 12 novembre scorso.

Il Comitatone per Venezia, poi, tornerà a riunirsi a breve, prima di Natale, con all’ordine del giorno l’altro tema scottante per Venezia, quello dell’allontanamento delle Grandi Navi dal Bacino di San Marco.

Il Mose di Venezia, intanto, grazie al premier Giuseppe Conte e i ministri Paola De Micheli e Dario Franceschini, segna ora un punto fondamentale, ossia la certezza dell’ultima tranche di finanziamenti che accompagnino il completamento del sistema, confermato al 31 dicembre 2021.

Il Mose potrà godere dell’ultima tratta di finanziamento di 320 milioni che andranno a completare la spesa finale di 5 miliardi e mezzo, così come risultava dall’ultimo bilancio del Consorzio Venezia Nuova.

Il nodo però, a questo punto, sembra essere quello di avere informazioni certe. Per questo il finanziamento si accompagna alla richiesta di un coordinamento, da convocare in Prefettura su richiesta del sindaco, soprattutto per avere informazioni sugli avanzamenti dei lavori.

Regione Veneto e Comune di Venezia hanno poi chiesto di riformare la Legge speciale, con la certezza delle risorse economiche necessarie per i lavori in laguna, quantificate in 150 milioni di euro all’anno per 10 anni, ovvero 1,5 miliardi.
Fondi che vanno sia al capoluogo che ai Comuni del sistema di gronda lagunare.

Il sindaco Luigi Brugnaro ha espresso soddisfazione: “per la prima volta dopo decenni abbiamo visto il premier, il governo e la Regione al tavolo per prendere decisioni molto importanti”.

Il presidente veneto Luca Zaia è sulla stessa linea: “la fase della gestione del Mose deve coinvolgere tutti, si andrà in questa direzione”.

Per il premier Conte, con la riunione di oggi “iniziamo ad avere una dirittura finale per problemi che si trascinano da tempo. Noi ci assumiamo le responsabilità – ha ribadito – ma è chiaro che si tratta di criticità che si protraggono da anni”.

E mentre fuori da Montecitorio i No Mose-No Grandi Navi protestavano affermando che “il Mose non funzionerà mai”, e chiedendo di non attuare l’opera, anche a Strasburgo la Commissione Ue si è detta pronta a sostenere l’Italia tramite il meccanismo europeo di protezione civile “se necessario”, anche se “per ora non abbiamo ricevuto nessuna richiesta”, ha detto il commissario Christos Stylianides.


(per approfondire: Mose di Venezia)

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