COMMENTA QUESTO FATTO
 

Comitati per respingere i migranti si attivano e si alleano attraverso il web

Ancora brucia di vergogna la civiltà offesa dalle barricate offerte dai cittadini di Goro contro dieci donne con i loro bambini, o i lucchetti sulle finestre di un albergo a Malcontenta: hanno mostrato la loro faccia peggiore quei veneti che hanno dichiarato guerra ai migranti, che si propongono di abbattere l’intero sistema di gestione dei richiedenti asilo e che delle indicazione dei prefetti fanno carta straccia.

Ora si sono organizzati in Rete, per respingere meglio. Ecco come nasce la solidarietà fra veneti in trincea che sanno come alzare la voce e ricevere applausi dai loro estimatori. Certo il loro impegno è costante e quotidiano, il Comitato “Abano dice no” forte di tremila presenze e del Sindaco Maurizio Tentori, è riuscito ad impedire la nascita di un centro di accoglienza nell’ex base militare di Abano Terme, che il prefetto di Padova aveva individuato per l’assistenza ai profughi.

Rimangono in strada i comitati, a turno vigilano affinché nessuno si permetta di occupare il loro territorio. Ci tengono a ribadire di non essere razzisti, forse per tentare di convincere chi così li giudica e dicono di essere in buona compagnia, perfino il tricolore innalzato sui gazebi, per dare lustro alla battaglia in corso.

E oltre ad Abano, Conetta e Monselice, Treviso, Rovigo, Verona, impegnati nella” Rete dei comitati per il no” a dar gambe al patto di auto aiuto, sostenuti da Forza Nuova, anche se i cittadini che si riconoscono in “questo Veneto” dicono di non volere i politici e nessuna bandiera rappresentativa dei partiti. Una bella patata bollente per la polizia che deve garantire l’ordine pubblico, come spiega il segretario regionale del Sindacato Autonomo di Polizia Fabio Ballestriero, a fronte dell’allargamento dei contestatori.

Non potevano mancare i militanti di Casapound a proposito di apolitici e i sostenitori simpatizzati del detto: a casa mia mai, e non a caso vogliono collaborare nella “cacciata ai neri”. Non mancano le beghe di bottega, su chi è più o meno protagonista della missione, ne sa qualcosa il leghista ferrarese Nicola Lodi, diventato famoso per la battaglia di Goro, apostrofato dal sindaco Diego Viviani (nessuno l’ha chiamato), che ora si offre laddove individua una probabilità di presenza “nera” perché lui sa come intervenire al grido di “10, 100, 1000 Gorino”, accontentando i veneti che lo chiamano, invocano la presenza dell’eroe del respingimento.

E l’applauso è assicurato quando si mettono gli striscioni davanti agli hotel che ospitano migranti, perché ormai il clima è quello che è, rabbia, diffidenza, paura, mentre i prefetti non sanno più a che santo rivolgersi per poter svolgere il loro difficile lavoro. Non c’è collaborazione, non siamo a Lampedusa.

Il prefetto Domenico Cuttaia si è impegnato anche nelle scuole, per parlare ai giovani dell’accoglienza, per spiegare e per capire, affinchè le prossime generazioni di uomini e donne , anche in Veneto sappiano partecipare ed espletare la necessaria solidarietà umana.

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

Andreina Corso

03/11/2016

Riproduzione Riservata.

 

Una persona ha commentato

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here