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Charlie, il cagnolino di Sant'Elena

Charlie non ce l’ha fatta a superare le gravissime ferite provocate dall’aggressione subita – circa 15 giorni fa a Sant’Elena dove abitava, mentre rientrava a casa a guinzaglio del suo “proprietario” – da parte di 4 cani di grossa taglia (sembra 2 american amstaff, 1 pitbull e 1 rottweiler, uno tenuto libero e gli altri tre sfuggiti dal guinzaglio di due ragazzini).
Aveva 13 anni ma le sue condizioni erano buone e poteva vivere serenamente qualche altro anno, con la sua famiglia che l’aveva adottato fin da cucciolo, togliendolo da una situazione difficile nell’Isola delle Vignole.
I veterinari della clinica dove era ricoverato hanno detto che ha lottato per vivere ma purtroppo la situazione è apparsa gravissima fin dall’inizio.

La sua famiglia ringrazia quanti sono stati vicini a Charlie e hanno espresso la loro solidarietà in vari modi (un gruppo di abitanti di Sant’Elena ha spontaneamente organizzato una raccolta fondi per sostenere la famiglia anche nelle ingenti spese veterinarie). Lo ricordiamo con questa foto da me scattata durante una breve vacanza gli ultimi giorni dell’anno: sereno e felice di rotolarsi sulla neve passeggiando assieme a loro.

Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso (la LAV si costituirà parte civile) e che la sua morte serva a comprendere che occorre nel tenere un animale amore, responsabilità, conoscenza e rispetto.
A gravi fatti come questo e come quello drammaticamente accaduto a Mestre ad una bimba di 4 anni (la gambina dilaniata da un american amstaff), si aggiungono continue segnalazioni che le associazioni e i volontari ricevono, relative a cani abbandonati, maltrattati, tenuti in condizioni incompatibili con il loro benessere, in spazi inadeguati (e da ciò deriva la loro aggressività), spesso fatti figliare – quelli di razza – per ricavarne profitto.

In considerazione di tutto ciò, abbiamo predisposto una petizione, che si può sottoscrivere sia in formato cartaceo (in questi giorni verrà distribuita in vari punti sia attraverso internet.

Questo il testo della petizione:
Avere un cane significa amarlo, prendersene cura nella considerazione delle sue esigenze fisiche ed etologiche, educarlo senza alcun maltrattamento.
Avere un cane comporta impegno, responsabilità, conoscenza della normativa in materia, rispetto verso gli altri animali, le persone, la città.
Poiché ciò non sempre avviene e per gravi situazioni che mettono a rischio l’incolumità di tutti e la normale esistenza dei cani stessi, chiediamo la vigilanza e l’attivazione delle istituzioni competenti affinché si rispetti quanto disposto dalla legislazione vigente e si favorisca il più possibile la serena convivenza tra esseri umani e animali.

Cristina Romieri
Gruppo Vegan Venezia

[02/02/2015]

Riproduzione Riservata.

 

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