Centro Profughi a Trivignano, vi raccontiamo l’incontro con il Commissario Zappalorto

ultimo aggiornamento: 20/03/2015 ore 07:05

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Vista l’accelerazione impressa dalla Prefettura e dal Comune di Venezia all’allestimento dell’ex Scuola elementare come centro profughi, la comunità di Trivignano ha chiesto un incontro al Commissario Zappalorto, per potergli manifestare, ma soprattutto motivare, il proprio netto dissenso a questa soluzione.

L’incontro si è tenuto direttamente a Cà Farsetti, mercoledì 11 marzo e vi ha partecipato per il Comune, oltre al Commissario Zappalorto, anche il Sub-Commissario Pomponio, mentre in sette cittadini abbiamo rappresentato la comunità di Trivignano.


Prima di illustravi il contenuto di tale incontro, segnaliamo la prima grande anomalia: questa riunione doveva essere privata e riservata ed è terminata a pomeriggio inoltrato, ma soprattutto, come vedremo più avanti, doveva essere interlocutoria e portare a successivi incontri: è stato quindi molto strano vedere pubblicata sul Corriere del Veneto un’intervista su questo argomento del Commissario Zappalorto, già la mattina del 12 marzo.

Perché il dott. Zappalorto quel pomeriggio, non ha avuto nulla di più importante da fare che contattare un quotidiano per esternare pubblicamente la propria opinione? Ma soprattutto perchè in quell’intervista ha riportato solo parte del contenuto dell’incontro e peraltro in modo distorto?

Teniamo al momento in sospeso queste domande e proseguiamo con il racconto di quel pomeriggio.


L’incontro è iniziato alle 14.30 e nella prima parte ha visto un giro di tavolo in cui, come cittadini di Trivignano, abbiamo avuto la possibilità di illustrare in modo preciso, pacato e costruttivo, le ragioni per cui ci opponiamo ormai da tempo (luglio 2014) a questo tipo di soluzione.

Al termine ha preso la parola il dott.Zappalorto, il quale con tono via via sempre più alterato e scortese, si è lasciato andare alle seguenti considerazioni:

– Al momento non invieremo i profughi che si trovano al Lido di Venezia, ma ci attiveremo con la nostra rete di servizi sociali per gestirli;

– E’ nostra intenzione comunque attrezzare l’ex scuola come centro profughi;

– C’è un’emergenza nazionale con migliaia di profughi potenziali, in teoria parlate tutti di accoglienza, ma poi quando nel concreto si tratta di riceverli protestate;

– Vedo continuamente gente come voi che va in chiesa e fa anche la comunione, ma poi nel concreto mancate di spirito di accoglienza e sperate che queste persone vengano sempre assegnate ad altri;

– Smettete di protestare perche questo atteggiamento non vi fa onore, perché vi fate prendere dalla paura dell’ignoto senza motivo;

– Voi non li volete a priori, neanche se ve ne mando 5 non 80;

– A Gorizia dove sono Prefetto, ma anche in altre realtà dove ho gestito profughi, non ho mai rilevato incrementi di crimini o violenza;

A questo punto, con buona educazione ma anche con fermezza abbiamo cercato di riportare la discussione, su temi concreti e costruttivi chiedendo, se poteva darci risposte almeno su questi argomenti:

– Qual è stata la procedura seguita che ha portato all’individuazione della sola sede di Trivignano come centro profughi del Comune di Venezia?

– Sono state valutate altre sedi, e in caso affermativo, perchè sono state scartate?

– Quando è previsto l’inizio lavori? Quale il tipo di intervento verrà effettuato sull’immobile?

– Quante persone verranno destinate a questo centro? Quanto tempo soggiorneranno? Come verranno gestite? Che tipo di controlli sanitari verranno fatti? Che tipo di sorveglianza?

– E’ possibile sospendere l’effettuazione dei lavori di ristrutturazione e attendere, entro un paio di mesi, l’insediamento del nuovo Sindaco, in modo che questo possa valutare in modo più completo la situazione?

– E’ possibile ripartire lo sforzo dell’accoglienza tra tutte le Municipalità del Comune di Venezia, in modo che se ognuno si fa carico di poche persone, la situazione diventa più gestibile e vivibile per tutti?

Lo spirito di queste domande era proprio quello di cercare di capire qual è nel concreto il problema che sta per arrivare a Trivignano, e se il Commissario Zappalorto, invece di rispondere in modo evasivo, limitandosi a farci la morale, avesse cominciato ad entrare nel merito dei quesiti posti, probabilmente si sarebbe fatto qualche passo in avanti più significativo e utile per tutti.

Questa in sintesi la sua versione dei fatti:

– Avendo il problema dei profughi, ha chiesto alla ”Direzione del patrimonio” di trovare uno stabile sul territorio del Comune di Venezia. Questa direzione è riuscita ad individuare (da luglio ad oggi) solo la sede di Trivignano;

– Lui personalmente ignora quale sia il patrimonio immobiliare del comune di Venezia e si limita considerare le strutture che i suoi uffici gli propongono;

– I lavori verranno effettuati comunque, perché lui deve fare il proprio lavoro di funzionario fino all’ultimo giorno;

– A fine lavori non sa quante persone potranno essere ospitate nella scuola, ne tantomeno per quanto tempo;

– Non esiste progetto per queste persone, che vada oltre il dargli un tetto e del cibo, e spetta alla comunità in cui vengono inserite farsi carico del loro coinvolgimento, perché questo può rappresentare anche un deterrente al fatto che possano delinquere;

– Queste persone rappresentano un’opportunità per la comunità di Trivignano, che anzi potrebbe costituire una Onlus per gestirli e incamerare dallo Stato i 35€ al giorno a profugo che sono previsti per chi se ne fa carico.

Al di là del contenuto delle risposte date dal Commissario, francamente imbarazzanti per la pochezza di contenuti concreti e che evidenziano una metodologia di lavoro molto superficiale, la discussione è proseguita su questi temi e alla fine si era arrivati a fissare almeno due punti:

1) Visto che a lui non erano arrivate dai suoi uffici proposte di altre sedi, ha chiesto a noi (si proprio così, lui ha chiesto a noi) di indicare delle possibili sedi alternative;

2) Ha dato la disponibilità per fissare un altro incontro, nel quale valutare queste proposte.

La riunione si è quindi chiusa attorno alle 16.15, in un clima che pareva almeno in parte essersi stemperato, perché quantomeno era apparsa la possibilità di proseguire nel confronto.

Siamo rientrati a Trivignano e ci siamo messi subito alla ricerca di possibili siti alternativi da indicare al Commissario…e francamente non è stato difficile individuarne…anche semplicemente consultando il sito del Comune di Venezia nella sezione dedicata ai “beni immobili alienabili”.

Poi purtroppo tutto è precipitato velocemente:

Il dott.Zappalorto, come detto prima, ha sentito l’esigenza di fare subito un’intervista al Corriere del Veneto, nella quale ha omesso e travisato buona parte dei contenuti dell’incontro, in altre parole, ha raccontato solo ciò che ha voluto.

Ma ciò che è più grave è che venerdì 13 marzo, la Giunta del Comune di Venezia, ha adottato una delibera che prevede lo stanziamento per i lavori della scuola di Trivignano.

Quindi il dott.Zappalorto, quando ci ha ricevuto aveva già predisposto la delibera da portare in Giunta, però si è guardato bene dal dirlo. Perché allora, ci ha dato la disponibilità per un successivo incontro per parlare di siti alternativi? Solo per prendere/perdere tempo? Tra l’altro girano già voci su quella che dovrebbe essere la ditta che effettuerà i lavori (questa notizia la stiamo verificando, ma se confermata rappresenterebbe una stranezza da indagare).

Tutto questo ovviamente non va bene e non è corretto nei confronti dei cittadini che civilmente chiedono risposte a decisioni che appaiono irrazionali e pretestuose e tutto ciò ovviamente provocherà delle conseguenze.

Nei prossimi giorni decideremo come muoverci, anche se i filoni di azione sono chiari:

– chiederemo una consulenza legale per valutare se le procedure che sta seguendo il Commissario Zappalorto per appaltare i lavori e individuare le ditte che li effettueranno sono corrette per quanto attiene alla forma, alla sostanza e ai tempi;

– coinvolgeremo fin da subito i prossimi candidati a Sindaco di Venezia, perché è con uno di loro che fra due mesi la comunità di Trivignano dovrà affrontare e discutere le modalità per risolvere il problema del centro profughi e anche perché è ora che termini al più presto il tempo delle decisioni prese in modo superficiale, ingnorando le esigenze e gli equilibri del territorio e di chi ci abita da sempre.

Trivignano attende con impazienza il tramonto dell’era Zappolorto!!!

Delegazione Comitato Trivignano

(lettera firmata)

20/03/2015

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