Cartoleria Testolini trasferita, un ristorante al suo posto

Chi legge sarà stremato dalle cronache che tutti i giorni raccontano una sconfitta della città, chi scrive, ha la sensazione di offrire un disco rotto che ripete sempre le stesse cose, ma l’alternativa non può essere il silenzio

ultimo aggiornamento: 06/12/2017 ore 14:22

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Cartoleria Testolini trasferita, un ristorante al suo posto
E chi tra i veneziani non se la ricorda l’amata Cartoleria Testolini? E chi avrebbe mai immaginato qualche anno fa (perché oggi certo non stupisce), che al posto delle penne e i quaderni, i cartoncini e le salvifiche copertine, Testolini sarebbe diventato un locale pizzeria?

Il ristorante gestito da proprietà cinese Al Teatro Goldoni in calle dei Fabbri ha accorpato ai suoi, i locali della Cartoleria che a sua volta si è trasferita a Cannaregio, zona San Canciano.

L’operazione è stata semplice e facilmente realizzabile, vista l’adiacenza tra i due esercizi, è bastato buttare giù un muro e l’imprenditrice che gestisce molte attività commerciali in Centro Storico, ha aggiunto un ulteriore ristorante alla sua lista.

Anche in questa circostanza, come è accaduto per il negozio di scarpe Marinello a Cannaregio e a tante altre attività costrette a lasciare il posto alla ristorazione sostanzialmente turistica, i commenti dei negozianti, degli abitanti della zona di campo Sant’Angelo, esprimono un rassegnato rammarico.

“Ormai” è la parola più ripetuta dai veneziani, anche se uno zoccolo duro esiste, i comitati, le associazioni, la stessa Municipalità veneziana, non fanno altro che manifestare dissenso e preoccupazione, ma non sanno come poter fare per un cambiamento di rotta.

Chi legge sarà stremato dalle cronache che tutti i giorni raccontano una sconfitta della città, chi scrive, ha la sensazione di offrire un disco rotto che ripete sempre le stesse cose, ma l’alternativa non può essere il silenzio.

La storia della Cartoleria Testolini, nata nel 1911 in Bacino Orseolo ai piedi di quel ponte che veniva individuato come ponte Testolini, si abbina in fondo alla storia degli ultimi decenni della città, quando la città contava su 160mila abitanti e la sua vitalità si esprimeva anche con i tanti bambini, studenti, scuole, che si riferivano con fiducia a quella cartoleria.

Ora che a stento arriviamo 54mila residenti, si comprende come sia mutata la situazione e diminuita la domanda.

Consola che Testolini sia rimasto in città, ma preoccupa la chiusura di tanti negozi, botteghe artigianali, drogherie, alimentari, che uscendo loro malgrado dalla vita quotidiana dei veneziani, confermano e mostrano una Venezia sempre più smarrita e costretta a subire una storia che non le appartiene.

Andreina Corso

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