Caorle senza medico: sanità perde pezzi nel Veneto orientale

ultimo aggiornamento: 05/02/2017 ore 10:59

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Bloccare l’angiogenesi, la nuova speranza contro il cancro

La sanità nel Veneto orientale continua a perdere pezzi: la decisione del direttore generale della Usl 4, Carlo Bramezza, di privare il Punto di primo intervento di Caorle del medico durante i mesi invernali rappresenta l’ennesimo sacrificio chiesto a una delle località più note della Riviera, a cui l’anno scorso era già stato tagliato il servizio di medicina turistica notturna.

Questa scelta sconsiderata ha già cominciato a fare danni sul territorio: è solo per un fortunato caso, infatti, che l’incidente occorso martedì mattina a una dipendente di Poste italiane non si è trasformato in un episodio ben più grave, dal momento che, proprio a causa della mancanza del medico, l’ambulanza è stata costretta a trasferire la donna ferita a Portogruaro, con un evidente allungamento dei tempi di soccorso.

Il M5S ha denunciato con forza la riduzione graduale dei servizi sanitari e territoriali cui stiamo assistendo in questi anni nel Veneto Orientale – a partire dai tagli effettuati nel distretto di Eraclea e alla chiusura del punto nascite di Portogruaro – fino ad arrivare a quest’ultima decisione scellerata, presa in modo del tutto unilaterale, in assenza di un confronto con un territorio che conta oltre 12 mila residenti, senza contare l’afflusso in aumento, dovuto al numero dei turisti, durante la stagione estiva.

Mentre Zaia continua a vantarsi di un sistema sanitario al limite del collasso, gli abitanti di Caorle saranno costretti a subire questo ulteriore pesante disservizio, frutto della mala gestione della sanità e dei suoi servizi essenziali da parte della Regione e di alcuni direttori generali, che arrivano perfino a tagliare i medici, oltre che i posti letto, pur di spingere per la realizzazione dell’ospedale unico.

Dep. Arianna Spessotto

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