Campionato, chiuso il girone d’andata tra gioie e dolori

ultima modifica: 17/01/2016 ore 10:59

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Campionato, si chiude girone d'andata. Tra gioie e dolori

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Il Napoli è campione d’inverno, la gavetta paga.
Contro ogni pronostico il lavoro di Sarri, tanto criticato ad inizio anno, ha portato i suoi frutti e per la prima volta dal 1990 i partenopei si trovano soli in testa al campionato.

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Inutile, anzi si, aggiungere che il primo posto è un traguardo meritato. Vinto dalla squadra che gioca il miglior calcio d’Italia e che si ritrova il capocannoniere già a 18 goals in 19 partite.

Campioni d’inverno significa tutto e non significa niente, quello che conta ed entra negli almanacchi è chi sbaraglia tutti alla 38esima partita; ora siamo davanti solamente a mere statistiche.


Alla fine dei conti la lotta scudetto, alla buona pace di interisti e fiorentini, credo si ridurrà a una battaglia tra Napoli e Juventus. Le due società maggiormente attrezzate per la corsa fino in fondo.

Le concorrenti sembrano fare a gara a chi favorisce la Juventus, capace di nove vittorie consecutive e di recuperare punti su punti. Alla decima giornata si ritrovava a metà classifica, quasi zona pericolo con solamente 12 punti. La cura Massimiliano Allegri ha fatto effetto, le partenze di Pirlo, Tevez e Vidal sono state metabolizzate ed ora i bianconeri filano come un treno.

Tutto ha cominciato a girare quando Paulo Dybala ha capito di essere un fenomeno e a suon di goals ed assist ha cominciato a trascinare i compagni. Probabilmente è il vero erede di Alessandro Del Piero.

Chi invece sta vivendo in uno tsunami perenne, sono Milan e Roma, incapaci di risolvere i propri problemi di gioco e risultati.

I rossoneri sono da anni la pallida ombra della grande squadra che sono stati. Ogni anno un nuovo allenatore che alla fine paga colpe non solamente sue, mentre la proprietà e la dirigenza resta salda sulle poltrone.

Fino a che il presidente Silvio Berlusconi e l’amministratore delegato Adriano Galliani non capiranno che hanno fatto il loro tempo, le speranze per i tifosi milanisti di un cambio di rotta sono un miraggio.

Il calcio è cambiato, bisogna ripartire dai giovani con un settore forte, la ricerca dei calciatori deve essere effettuata con una rete di osservatori sparsa per il mondo. Di modo da anticipare la concorrenza nella visione e ingaggio dei talenti. Non basta più guardare i dvd o avere un “nome” per farsi aprire le porte del Real Madrid.

I problemi della Roma sono eterni, da qualche settimana tutti gli ex allenatori giallorossi hanno sottolineato la mancanza di cultura del lavoro che attanaglia da sempre l’ambiente.

Per poter vincere nella capitale bisogna avere il polso duro, senza farsi sovrastare dalle personalità dei senatori. Fino ad ora solo Fabio Capello è riuscito in questa impresa.

Il problema di Rudi Garcia è proprio quello di essersi italianizzato/romanizzato dopo poco tempo e non è più in grado di mettere la chiesa al centro del villaggio.

Proprio per quanto riguarda il rispetto nei confronti di un allenatore, quanto accaduto a Palermo nei confronti di Ballardini è a dir poco scandaloso.

Scandaloso è stato il comportamento di Stefano Sorrentino che in qualità di capitano ha “esonerato” in diretta televisiva l’allenatore. Ci possono essere stati tutti i problemi del mondo, puoi esserti sentito messo in discussione ma qualunque diatriba, doveva restare all’interno dello spogliatoio.

Fino a prova contraria le responsabilità sugli allenamenti e la formazione sono del mister, è pagato proprio per questo. Che il presidente Maurizio Zamparini non ne abbia preso le difese e anzi, l’abbia allontanato è l’ennesima vergogna di questo soggetto.

Mattia Cagalli
12/01/2016

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