Calciopoli, Moratti in aula per le telefonate: «sempre ricevute, mai fatte»

ultimo aggiornamento: 04/02/2015 ore 07:16

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Moratti e Moggi assieme. Non in un ipotetico calciomercato del teatro dell’assurdo, bensì in un’aula di tribunale. Si sono salutati e si sono stretti la mano. Sono strascichi del processo di Calciopoli.

Moratti e Moggi si incontrano al terzo piano del Tribunale davanti al giudice Oscar Magi (quarta sezione penale): Moggi è imputato per diffamazione aggravata nei confronti di Giacinto Facchetti.


Nella trasmissione «Notti magiche» (25 ottobre 2010), Moggi aveva sostenuto, parlando con Zanetti, che nell’inchiesta di Napoli c’erano le telefonate del «tuo ex presidente che riguardano la griglia e la richiesta a un arbitro di vincere la partita di Coppa Italia e l’arbitro era Bertini. Agli atti ci sono anche le telefonate di Moratti e quella imbarazzata di Bertini».

Moratti è stato chiamato a testimoniare. Sollecitato più volte dall’ avv. Prioreschi, che difende Moggi, Moratti ha ribadito: «Siccome me lo chiede con insistenza, voglio chiarire che le chiamate di Bergamo, mai fatte da me e solo ricevute, mi sono sempre sembrate una presa in giro, perché si voleva far credere che ci fosse un clima di simpatia nei confronti dell’Inter e che dopo dieci anni nei quali non ci era stato possibile vincere, il clima fosse cambiato. Io ho sempre risposto soltanto per una questione di educazione».


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Una persona ha commentato

  1. “Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su

    “Piaccia o non piaccia” moratti……….tu batti anche Pinicchio…….è stata farsopoli 2006, la presa in giro degli Italiani che Vogliono la verità………..”piaccia o non piaccia”……….aveva ragione il Grande maestro <enzo Biagi:
    intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome, una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l'ex Re d'Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?"

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