Calcio italiano mediocre, almeno insegnate la sportivita’

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L’ultima giornata di campionato ha riportato tutti alla realtà, ribadendo ancora una volta alcune certezze.

La Juventus continua indisturbata la sua conquista dello scudetto, ha addirittura interrotto la corsa della squadra sorpresa del campionato (la vera sorpresa), la Lazio.

Nonostante la sconfitta, forse ci si renderà conto che Stefano Pioli è una dei migliori tecnici del nostro calcio. Ha sempre fatto bene e solo Zamparini lo ha esonerato ma si sa, il presidente del Palermo, per quanto riguarda gli allenatori non fa testo.

Ora i biancoazzurri si trovano appaiati con i cugini giallorossi ma con uno spirito diverso; gli uomini di Garcia sono incapaci di dare una nuova scossa al loro campionato. Ennesimo pareggio e soprattutto nuovi punti lasciati per strada con una “provinciale”.

Il problema della Roma è molto semplice e si ripercuote da sempre, non ha in organico una prima punta di ruolo. Anzi l’aveva ma l’ha ceduta a gennaio.

La certezza più triste, almeno per alcuni tifosi, è la mediocrità delle due squadre di Milano. Lo 0 a 0 nel derby ha convinto addirittura Adriano Galliani che è davvero una tristezza, anzi che c’è addirittura da piangere.

Perlomeno l’Inter ha tentato di fare qualcosa e solo la sfortuna (e l’arbitro) hanno impedito la vittoria. La tanto attesa cura Mancini, però non si è vista e la vittoria a Verona della scorsa settimana è sembrata un fuoco di paglia.

Chi si deve davvero preoccupare è però il Milan, il presidente Berlusconi aveva affermato che chi vinceva il derby poteva considerarsi fuori dalla crisi. Così non è stato, un punto inutile per entrambe che, quasi sicuramente saranno fuori dall’Europa la prossima stagione.

Filippo Inzaghi, a discapito del suo ruolo da giocatore, mette sempre in campo delle formazioni rinunciatarie e incapaci di attaccare e creare pericoli. Il così detto “falso nueve” è possibile solo se si ha a disposizione Messi. Altrimenti la punta serve, eccome.

L’unica speranza dei milanisti è che Mr. Bee acquisti veramente la società, mettendo quei capitali che ormai la dirigenza attuale non è più in grado di garantire. Probabilmente non si ripartirà più da Inzaghi, nonostante per ammissione dello stesso Galliani, lo spogliatoio sia con lui.

Capitolo Napoli, la banda di De Laurentis sembra essere rinsavita. Evidentemente i tanto bistrattati ritiri servono ancora a qualcosa.

Dopo la folgorante vittoria di Wolfsburg, è arrivato il 3 a 0 netto a Cagliari; certamente un risultato positivo contro una squadra pressoché condannata non è una conferma di ritrovata serenità. E’ comunque una buona base di partenza.

Un dubbio resta, data per certa la partenza di Rafa Benitez per altri lidi a fine stagione, che accadrà se vincerà l’Euro League? Se ne andrà da vincitore ancora una volta (come da Milano), oppure gli verrà chiesto di restare?

Quello che invece non accenna a cambiare nel nostro campionato è la stupidità dei tifosi e soprattutto la condizione (voluta dalle stesse), di sottomissione delle società nei loro confronti.

Nessuno ha espresso vera solidarietà a Pallotta, presidente della Roma quando ha deciso di non correre al ricorso per la chiusura della curva e addirittura nessuno si è scandalizzato più di tanto per le incursioni violente a Cagliari e Varese.

Ne una sospensione delle partite, ne un gesto di solidarietà da parte degli organi, della Lega o giocatori. Come se niente fosse si è andati avanti. D’altra parte il Calcio è lo specchio perfetto della società Italiana, l’immobilismo sempre e comunque.

Si parla tanto di nuovi stadi ma che accadrebbe se fossero come quelli inglesi? A ridosso del campo di gioco? Invasioni di campo e risse tra ultras e giocatori ogni domenica? Altro che stadi, servirebbero corsi di sportività, ad atleti e spettatori.

calcio italiano

21/04/2015

Mattia Cagalli

Riproduzione vietata

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