Calcio italiano mio, quanto mi devi ancora crescere

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Poteva essere solo una festa di sport, il Torino dopo vent’anni torna a vincere il derby e invece no. La maturità dei tifosi è ancora lunga a venire e quello che poteva essere non è stato.

Dal lancio di pietre al pullman della Juventus (aberrante vedere anche ragazzini autori del gesto), alla bomba sugli spalti che ha portato al ferimento di dieci persone. Come sempre le autorità del Calcio e del Governo hanno promesso pene severe, pugno duro. Tra questi Giovanni Malagò, presidente del Coni “Sono stanco. Le sanzioni del Giudice sportivo non sono sufficienti a far cambiare l’atteggiamento di alcuni signori. Dobbiamo assolutamente andare in linea con le disposizioni legislative assunte dal governo Thatcher contro gli hooligans. Servono sanzioni fuori dall’ordinario, altrimenti chi paga dazio è il Paese”. Speriamo non siano i soliti bla… bla… bla… Parole che rimarranno tali. Come sempre.

La maturità dei tifosi, dovrebbe andare di pari passo con quella dei calciatori ma evidentemente è chiedere troppo, se si assistono agli episodi come quelli accaduti nello spogliatoio di Atalanta – Empoli. Denis, attaccante dei bergamaschi, raggiunge negli spogliatoi degli ospiti il difensore Tonelli. Provocato con “minacce” di morte e alla famiglia, così affermano i testimoni, tra cui Maccarone.

Le offese verbali non sono mai giustificabili ma come si suol dire, il primo che usa alle mani passa direttamente dalla parte del torto.

Pierpaolo Marino, direttore atalantino, si è prontamente prodigato in difesa del suo atleta “Denis ha avuto una reazione scomposta, ma Tonelli in campo e nel tunnel l’aveva minacciato di morte.

Non solo lui ma anche la sua famiglia e i suoi figli. Non è un pazzo, è stato provocato. Lui ha sbagliato ma questi sono avvertimenti di tipo mafioso. Siamo comunque contenti che Tonelli non si sia rotto nulla, ha solo un’escoriazione”.

Anche i tifosi si hanno subito preso le difese del bomber con un grande striscione appeso fuori dai cancelli del centro sportivo atalantino di Zingonia che recitava “Ogni notizia diventa un polverone, giù le mani dal nostro campione”. Tutto questo mentre l’agente del difensore empolese pensa ad agire per vie legali.

Nel frattempo ci sono state anche delle partite sul campo che hanno visto oltre alla sconfitta bianconera, quella della Roma e il passo falso della Lazio.

Chi sembra invece essersi ripreso è il Napoli, con la terza vittoria consecutiva, rivede la Champions League diretta. Forse l’ultimo orgoglio di Rafa Benitez (oltre l’Euro League), un allenatore che sembrava già pensare alla prossima panchina.

Chi merita solo elogi è l’eterno Luca Toni che a quasi trentotto anni si dimostra il miglior marcatore italiano, alla faccia dei tanto decantati Berardi e Zaza. Due giocatori che se non fossero sotto l’ala juventina non sarebbero così protetti e decantati.

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