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sabato 17 Aprile 2021
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Zaia: «Vaccini, defezioni oltre il 50%»

Il Veneto in zona rossa da oggi, lunedì 15 marzo: attività e famiglie in difficoltà per le chiusure e la didattica a distanza totale. «Le restrizioni arrivano dal Comitato tecnico-scientifico – dice il presidente della Regione Luca Zaia – Il parametro dell’ingresso in zona rossa è stato rifissato dal nuovo governo e dovrebbe durare due settimane. Certo, vanno garantite tutte le misure e le mitigazione del caso. Non ci si può attendere un bonus baby sitter di 100 euro».

Le scuole avrebbero dovuto essere oggetto di verifica, almeno fino al nuovo Rt a 1,28 misurato in Veneto (prima della ridefinizione a 1,25 del Comitato per il passaggio in automatico in rosso e le chiusure di tutti i gradi dell’istruzione). È la prima volta dopo un anno che vengono fermate tutte le scuole. «Ci siamo battuti per l’inserimento del congedo parentale – dice Zaia – E comunque la politica delle restrizioni non si può portare avanti all’infinito. Ma guardo anche la Germania, che è al terzo lockdown, o il Portogallo, che è al secondo, e alle morti negli Stati Uniti della prima ondata. È rispettabile la posizione di chi dice “voglio essere libero”, non di chi nega l’esistenza del virus».

La notizia brutta è che la procura di Biella ha bloccato un ulteriore lotto di AstraZeneca (lotto piemontese 5811). «Il vaccino è libero – dice Zaia – Fate quello che volete. Ma la comunità scientifica ha comunicato che non vi è evidenza scientifica sui milioni di vaccini somministrati nel mondo. Dobbiamo pensare che abbiamo ad oggi 100 ospiti delle case di riposo contagiati, grazie ai vaccini, rispetto ai 3.500 della prima ondata».

Il lotto veneto ritirato era di 41.300 dosi, di cui ne sono state usate 20.952 e ne restano 20.348: è il blocco AZ 5811. Le uniche Ulss escluse dal lotto incriminato sono state la scaligera e quella delle Dolomiti. Ne arriveranno altre dosi, ma questo blocco del lotto intanto costituisce un danno per la campagna vaccinale. Zaia bacchetta chi non disdice l’appuntamento della somministrazione di vaccino. «Abbiamo dovuto estendere l’invito a chiunque per utilizzare le dosi, non potevamo di certo buttarne via migliaia, visto che le defezioni sono state di oltre il 50%». Lunedì mattina sono state convocate categorie economiche e sindacali per il protocollo di vaccinazione aziendale dall’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, che dovrebbe partire e metà aprile. Nel piano nazionale è previsto che queste vaccinazioni vadano avanti in parallelo con le coorti di età.

I dati danno ad oggi più di 355 mila contagi e 10.116 decessi. Ma sono 329 mila quelli mai ricoverati negli ospedali veneti e seguiti a casa dalle Usca e dai medici di medicina generale. Per la dottoressa Giovanna Scroccaro, presidente della Commissione tecnica regionale per i farmaci e dispositivi medici, le terapie che riguardano le cure domiciliari in Veneto sono le stesse di altre Regioni come il Piemonte, in particolare per l’utilizzo dell’Idrossiclorochina, inserita nel protocollo regionale.

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