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Nel calcio europeo bisogna correre, correre e ancora correre. Di Mattia Cagalli

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Kasami juventus sconfitta olympiakos

L’ennesima conferma è arrivata, come se ne avessimo avuto bisogno l’Europa ci ha nuovamente ribadito quanto le nostre squadre siano inadatte alle competizioni internazionali.

Se la squadra italiana che esprime il miglior gioco, ha subito un umiliante 7 a 1 casalingo e la più forte non è riuscita a strappare nemmeno un punto con i greci… Decisamente qualcosa non va.

La Juventus nonostante il cambio di allenatore, si diceva infatti che con l’arrivo di Massimiliano Allegri la squadra avrebbe acquistato sicurezza e esperienza a livello internazionale ma così non sembra.

E’ vero che il portiere Roberto dell’Olympiakos si è guadagnato un 8 in pagella ma questo non basta a giustificare l’incapacità juventina di imporsi nemmeno con squadre di livello (almeno sulla carta) più basso. Sembra quasi che i bianconeri vivano con una forma di sudditanza europea che le impedisca di esprimersi come a livello nazionale.

La verità è stata espressa da Antonio Conte appena insediato Ct della Nazionale: le squadre straniere corrono e noi dobbiamo cominciare a correre come loro. Ecco, la maggior parte del problema risiede proprio in questa differenza; evidentemente dovuta alla preparazione atletica.

Con l’arrivo di Conte infatti, la nazionale sta cercando di cambiare questa tendenza e qualche risultato si è visto ma è palese come sia una mentalità da radicare.

Un problema che ha riguardato anche la Roma di Rudi Garcia che è la formazione che maggiormente corre. Contro il Bayern Monaco però, sembra non essere scesa in campo e soprattutto ha sbagliato totalmente la strategia di gioco.

Evidentemente all’allenatore francese piace perseverare dato che, quando era alla guida del Lile ne incassò sei di reti.

Da sottolineare comunque che la mancanza di campioni nelle squadre è un fattore. Alcuni di quelli che fanno la differenza in serie A, sono scarti o ex panchinari di squadre europee.

Senza contare l’arrivo di giocatori sul viale del tramonto da noi titolari.

Le soluzioni per assottigliare questa disparità sono molte ma in un confronto tra Fabio Cannavaro e Arrigo Sacchi sulle reti Mediaset, si è toccato uno dei punti fondamentali: Cannavaro si domandava perché non sia stata ancora fatta una regola che limiti il numero di stranieri in A e l’ex allenatore di Milan e Nazionale ha dato l’unica vera risposta “Perché il calcio italiano non è gestito da persone intelligenti”.

Mattia Cagalli

24/10/2014

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