Berlusconi scarica Inzaghi a due giornate dalla fine del campionato

ultimo aggiornamento: 19/05/2015 ore 06:47

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berlusconi scarica inzaghi

Filippo Inzaghi è stato scaricato da Silvio Berlusconi. Pippo dovrà lasciare la panchina del Milan.
La conferma della decisione, a sole due giornate dal termine del campionato, arriva proprio da Silvio Berlusconi, da Saronno, dove si trovava per un comizio.
Berlusconi ha parlato in visita al Milan Club Stella. Davanti al suo pubblico il presidente Berlusconi non ha risparmiato battute: «Questa è la penna per scrivere le formazioni», e poi ha fatto intuire l’imminente addio a Pippo.
«Inzaghi ha un bellissimo rapporto con il gruppo, ma abbiamo avuto visioni diverse su molte cose. E’ un discorso che affronteremo al momento opportuno».
In particolare, a quanto pare, al presidente brucia una cosa: «Ci sono diversi giovani interessanti in rosa. Avevo espresso il desiderio che qualcuno di loro potesse giocare in prima squadra, ma la richiesta è rimasta inevasa».
Berlusconi ha poi affrontato altri argomenti oltre a quello di Inzaghi, ad esempio quello della vendita del Milan: «Vero è che il brand del Milan è fortissimo in Cina, con 350 milioni di tifosi in giro per il mondo. Però sto cercando di individuare un gruppo di possibili sostenitori del Milan che condividano con me la necessità di fare quei finanziamenti necessari in questo momento. Nel mondo del calcio è addirittura entrato uno stato come il Qatar che ogni anno finanzia club come il Psg e il Manchester City».
Contestualmente, viene scaricato anche Bee Taechaubol, mittente dell’offerta che Berlusconi ha giudicato non sufficiente per il Milan: «Bisogna che ci sia qualcosa in più della ricerca di popolarità per pensare di investire nel Milan. Se non troverò qualcuno che porterà avanti il Milan con me con nuovi finanziamenti, andrò avanti io a fare il presidente e ho in mente un Milan tutto italiano. Di offerte ce ne sono diverse: le stiamo valutando, ma dobbiamo farlo con prudenza perché sarà una scelta irreversibile». Intanto il futuro parte dal nome del prossimo allenatore: «Ancelotti? Bisogna parlare di nomi concreti e stiamo esaminando il da farsi. Conte? Vediamo, non è questa la sede per parlarne».
In ogni caso il presidente vede rosa: «Un ritorno in Europa? Al più presto, alzare le Coppe è un esercizio che a un’età come la mia fa solo bene…».

Roberto Dal Maschio


19/05/2015

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