Baldin (M5S): “finora Veneto e cemento hanno fatto rima, ma ora si cambia strada”

ultimo aggiornamento: 24/07/2020 ore 09:25

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«Vedere che il Veneto è la peggior regione d’Italia come densità di cementificazione non stupisce, e rattrista». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia.

«Non stupisce, perché è il risultato di decenni di consumo del suolo selvaggio, che nemmeno la lieve sterzata nelle ultime normative regionali, citata come giustificazione dal centrodestra leghista, ha stoppato. Dai capannoni spuntati in ogni orto negli anni passati fino allo sfregio della Pedemontana, il nostro territorio è sempre stato ferito e maltrattato.».

«Rattrista, perché avere davvero una visione green della nostra regione sembra un’utopia alla luce di queste cifre, ma – ribadisce la consigliera veneziana – dobbiamo impegnarci ogni giorno, noi del M5S al fianco dei comitati e dei cittadini, per bloccare il consumo indiscriminato e i progetti deteriori. Come abbiamo visto con Veneto City, un diverso approccio è possibile, anche sulla scorta dei dettami dell’Europa. Se finora le parole “Veneto” e “cemento” hanno fatto rima, ora si dovrà cambiare strada, anche per non sprecare la montagna di fondi europei strappati dal premier Conte»

«Infatti tra i punti fermi del Recovery Plan (il piano EU per la ripresa che ci assegna 209 miliardi di euro dopo la crisi del Covid-19) si punta forte sulla transizione verso un’economia sostenibile, legata al green deal, tutelando il territorio e il patrimonio paesaggistico e culturale. Di qui passano anche infrastrutture di trasporto e gestione dei rifiuti, temi strettamente collegati al consumo di territorio.».

«Servono poi grandi passi avanti in agricoltura – conclude Baldin – dove la cementificazione porta impermeabilizzazione del suolo con maggiore rischio di inondazioni, cambiamenti climatici, biodiversità minacciate, mancata mitigazione degli effetti termici. Un tema che intendo approfondire è quello dell’insediamento di impianti fotovoltaici a terra nelle aree agricole, su cui serve una salvaguardia maggiore. Sul mercato sono ormai disponibili impianti con pannelli trasparenti o semi-trasparenti, che permettono di realizzare serre per attività agricola, ortofloristica o vivaistica che, alla coltivazione, uniscono la produzione di energia rinnovabile. Un esempio del Veneto green e sostenibile che vogliamo».

Erika Baldin
Consigliera regionale Movimento 5 Stelle Veneto

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