Avm, da giugno si torna a regime: licenziamenti evitati, perdita di 39 milioni. Brugnaro incontra i sindacati

ultimo aggiornamento: 28/05/2020 ore 13:49

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Avm, da giugno si torna a pieno regime. Tutti i lavoratori delle tre aziende partecipate tornano a lavorare senza ricorso alla cassa integrazione. I marinai e i piloti di Actv, i dipendenti delle biglietterie Vela e quelli dell’autorimessa comunale. Tutti in servizio, senza tagli né licenziamenti.

Lo ha annunciato oggi pomeriggio il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, in una riunione con le sigle sindacali di Avm, il direttore generale dell’azienda Giovanni Seno e l’assessore comunale al Bilancio, Michele Zuin. Annuncio che arriva il giorno prima della riunione in Prefettura delle sigle sindacali che avevano già ventilato una manifestazione di protesta se la situazione del trasporto pubblico locale non sarebbe migliorata.

La perdita per Avm che è stata calcolata dall’amministrazione è di 39 milioni di euro ma, ha spiegato il primo cittadino, avrebbe potuto superare questa cifra senza le misure di contenimento attuate: i tagli ai servizi e le razionalizzazioni di questo periodo, compresa la cassa integrazione al 50% per i dipendenti.


“Riusciamo a proporre un budget – ha detto Brugnaro – di un meno 40 milioni (inteso come perdita, ndr), ed è importantissimo non aver superato quella soglia, perché stare sotto i 40 milioni ci consente di avere la certificazione del bilancio. E per i lavoratori significa la continuità aziendale e l’erogazione dei premi dell’anno scorso. Diversamente si sarebbe bloccato tutto. Lo sforzo che abbiamo fatto è stato utilissimo”.

Ad oggi la perdita per Avm è calcolata in 21 milioni, ma la proiezione dei mancati incassi dei bigliettazione da qui a fine anno fanno ipotizzare all’amministrazione altri 17 milioni di ammanco (che potrebbe essere anche qualcosa di più), ma l’importante è non superare la soglia dei 40 milioni in meno.

“La perdita ad oggi è di circa 21 milioni di euro – ha spiegato Brugnaro – dai nostri calcoli accumuleremo circa altri 17 milioni di euro, arrivando a fine anno con una perdita generale di 39 milioni di euro. Se superavamo di un milione questa cifra rischiavamo di non avere il bilancio certificato”.


I lavoratori rientreranno a giugno, difficilmente però dai primi giorni del mese, spiegano i sindacati, perché per alcuni mezzi rimasti fermi occorre fare quella manutenzione programmata che era saltata a causa delle casse integrazioni ed è necessario riattivare l’assicurazione momentaneamente sospesa.

Il primo cittadino ha ricordato che il Comune di Venezia ha liquidato le prime settimane di cassa integrazione per i lavoratori, anticipando la cifra che deve esser versata da Roma.

Inoltre, il decreto Rilancio prevede un fondo di 500 milioni per aiutare il trasporto pubblico locale, ma la quota destinata a Venezia è di 15 milioni, meno di quelli in cui sperava il Comune per sistemare le cose, anche a fronte della specificità dei mezzi di trasporto.

“Speravamo nel decreto del Governo – ha detto il primo cittadino – che ci arrivassero più soldi da quelli stanziati per il Tpl (trasporto pubblico locale). Sono basito che a Venezia arriveranno 15 milioni, ma ci arrangiamo da soli”.

Dopodomani, giovedì, con le sigle sindacali e l’azienda sarà sottoscritto un “piano di rientro” per il ritorno dei lavoratori a pieno regime su autobus e vaporetti, che prevede la possibilità di far smaltire ferie ai dipendenti e di attuare dei cambi turno in base alle esigenze del periodo. “Chiediamo un po’ di buona volontà – ha detto Brugnaro – e abbate pazienza con le persone che hanno paura sui mezzi”.

Il 30 ottobre e il 30 dicembre Avm e Comune faranno nuovamente il punto della situazione, a livello economico e operativo. “Vediamo se riusciamo a rilanciare la città – ha aggiunto il sindaco – anche con eventi, manifestazioni, dobbiamo rilanciare il Lido, ci sono persone che non sono state coperte dalla cassa integrazione e ad oggi non hanno alcun tipo di reddito, bisogna pensare anche a loro”.

Un’altra buona notizia per Actv: il Comune di Venezia, ha annunciato Brugnaro, intende restituire la “quota Zappalorto” di quest’anno, cioè quella parte dei proventi dalla vendita di biglietti che l’allora commissario straordinario aveva destinato al risanamento del bilancio. “Il Comune di Venezia – ha detto Brugnaro – restituisce la “quota Zappalorto” in questo piano, sarà attorno ai 3 milioni, ma andrà a consuntivo. A suo tempo era giusto inserirla, ora è giusto restituirla”.

“Ognuno farà i suoi calcoli – ha concluso il sindaco – i numeri saranno trasparenti e vedremo cosa farà la Regione e lo Stato. Trasparenza totale”.

La notizia del ritorno alla normalità tra pochi giorni è stata accolta con un sospiro di sollievo dalle sigle sindacali.

“Un ottimo risultato, per noi una vittoria – commenta il segretario regionale della Fit Cisl Veneto, Marino de Terlizzi – ora però tutti devono fare la propria parte per andare incontro a Venezia e al trasporto pubblico locale: non possiamo affrontare un altro 2013 dove il taglio dei trasferimenti è stato di 18 milioni di euro”.

Giorgia Pradolin

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