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giovedì 24 Giugno 2021

Australia: Melbourne in lockdown per nuovo focolaio

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Non è più corretto chiamarla “variante indiana”, ma pare proprio quella la mutazione del virus che sta mettendo in ginocchio una delle città più grandi dell’Australia.
Il primo ministro ad interim dello stato, James Merlino, ha dichiarato in tv: “Abbiamo a che fare con un ceppo altamente infettivo del virus, una variante inquietante, che si sta diffondendo più velocemente di qualsiasi altra che abbiamo mai registrato”, ha detto il primo ministro.
Tale variante B.1.617, rilevata per la prima volta in India, mostra una maggiore trasmissibilità.
Per questo motivo più di cinque milioni di persone a Melbourne, la seconda città più grande dell’Australia, entrano dalla mezzanotte di oggi e per una settimana in lockdown, in seguito a un nuovo focolaio di Covid-19.
La misura riguarda la città di Melbourne e lo stato di Victoria che la circonda, ha dichiarato il primo ministro dopo che il numero dei casi relativi a questo cluster è raddoppiato.

Stato di Emergenza prorogato di due mesi in Bulgaria.
Il governo bulgaro ha deciso oggi di prorogare di due mesi, fino al 31 luglio, lo stato di emergenza imposto nel Paese per combattere la pandemia da Covid-19.
Nonostante negli ultimi giorni si osservi un calo costante nei tassi di contagio e nei decessi e che i ricoveri siano in diminuzione, compresi quelli in terapia intensiva, la prudenza resta alta e rimane la preoccupazione.
Da ieri sono stati segnalati 68 decessi e il numero complessivo delle vittime sale a 17.581. Negli ospedali sono ricoverati 3.533 pazienti 383 dei quali in terapia intensiva. Le persone vaccinate dall’inizio della campagna di immunizzazione erano ad oggi 1.282.717 su una popolazione di circa sette milioni di abitanti.

Brasile in piena pandemia
Il Brasile invece si trova ancora in piena fase “rossa”: in Brasile si sono registrati 2.398 morti e 80 mila contagi in 24 ore.
I dati sono del Consiglio delle segreterie di salute (Conass).
Il bilancio totale sale a 454.429 vittime a fronte di 16.274.695 casi accertati.

A Manaus fallita immunità gregge, crescono re-infezioni
Sono più alte del previsto le re-infezioni di Covid-19 registrate a Manaus, la capitale dello Stato di Amazzonia, in Brasile, dove è nata proprio la variante brasiliana. E si conferma così il fallimento dell’immunità di gregge in cui molti avevano sperato dopo la prima ondata del 2020.
In una ricerca su donatori di sangue, il 16,9% è risultato re-infettato dalla cosiddetta ‘variante P.1′, secondo uno studio pubblicato dal Centro brasiliano-britannico per la scoperta, la diagnosi e l’epidemiologia di Arbovirus (Cadde) e di cui da’ notizia il British Medical Journal.
La ricerca rappresenta l’ultimo tentativo dei ricercatori di comprendere perché gli ospedali di Manaus – città dove vivono 2 milioni di brasiliani – sono collassati sotto il peso delle infezioni da coronavirus lo scorso gennaio, nonostante i livelli di anticorpi suggerissero che circa tre quarti della popolazione si era infettata nella prima ondata.
“Lo studio – ha detto Ester Sabino, principale autore dello studio e professore associato all’Istituto di Medicina Tropicale alla scuola universitaria di medicina di San Paolo – suggerisce che le re-infezioni da P.1 sono più diffuse di quanto precedentemente si pensava, e confermano la teoria che l’immunità di gregge attraverso le infezioni naturali è impossibile”.
Il team guidato da Sabino ha esaminato i livelli di anticorpi in 240 donatori di sangue che non si erano vaccinati contro il Covid-19. Di quelli che erano stati infettati, il 16,9% aveva un picco di anticorpi, suggerendo che si trattava di una nuova infezione. Manaus è stata etichettata come ‘popolazione sentinella’ perché si credeva che fosse stata la prima città nel mondo a raggiungere l’immunità di gregge, prima di essere devastata da una seconda ondata dell’infezione all’inizio dell’anno.

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