Augustus, il capolavoro di John E. Williams

ultimo aggiornamento: 16/02/2015 ore 12:47

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Augustus

Gaius Iulius Caesar Octavianus Augustus, primo imperatore romano, Imperator Caesar Divi filius Augustus, erede di Giulio Cesare, detentore del passaggio dalla repubblica al principato e di alcune tra le più importanti riforme nella storia romana, circondato da amici tanto quanto da nemici. Questo e molto altro emerge dalle pagine di una delle opere più importanti di John E. Williams, Augustus, edito da Castelvecchi, dove attraverso la forma dell’epistolario, ci consegna un ritratto originale ed incalzante di una delle figure più affascinanti e importanti della storia italica.

Per chiunque abbia fatto un liceo oppure una facoltà umanistica, la figura di Ottaviano non sarà, sicuramente, una novità, ma Williams fa qualcosa in più; ci dona un dipinto fresco che, più che un epistolario, sembra un’opera teatrale. Augustus è, infatti, un avvicendarsi di molteplici voci, molteplici punti di vista che, come negli a parte, ci raccontano la vita di Ottaviano sia dal punto di vista politico che da quello privato. L’autore non dimentica quindi di far parlare anche le donne: da Cleopatra a Livia, fino ad arrivare a Giulia, sono loro a regalarci un aspetto del grande imperatore che non ci aspettiamo.


Padre, amante, marito, combattente, uomo saggio e amante della cultura che si circonda di grandi letterati come Tito Livio o Virgilio, ed è anche attraverso queste voci, frammenti di dialoghi e di emendamenti, che veniamo calati completamente nell’atmosfera dell’antica Roma. Molti sono gli autori, partendo da Valerio Massimo Manfredi, che hanno trattato questa parte di Storia, ma nessuno lo ha più fatto come Williams (ricordiamo che il romanzo è datato 1975, ma tornato in auge grazie al grande successo di Stoner) decidendo sì di scrivere un romanzo, ma di farlo a 360 gradi, regalandoci un Ottaviano a tutto tondo, permettendoci, contemporaneamente, di conoscere ed interpretare le psicologie di tutti i personaggi in campo, come mai nessuno ha fatto.

La forza di Augustus sta nel presentare i fatti storici, romanzandoli, senza mai appesantirli di date o approfondimenti che avrebbero reso meno scorrevole la struttura narrativa. Certo, per poter apprezzare appieno l’opera c’è bisogno di almeno un pizzico di infarinatura storica, ma poi, appena si riesce ad entrare in confidenza con gli agenti in scena, si fatica a staccarsi dalle pagine.

Augustus è uno di quei libri che dovrebbero essere inseriti nei programmi di scuola o di facoltà.


Sara Prian

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