Voce del Verbo. Attendere, 1a coniugazione, modo infinito

ultimo aggiornamento: 13/12/2015 ore 19:47

147

E’ tempo d’attesa, evidentemente.
Attendere, aspettare qualcuno o qualcosa che ci dica che ne è valsa la pena, anche se in fondo risulta piacevole quel periodo fatto di cose dette e non dette che il Natale sublima e che introietta sulla scia dei nostri bisogni.

Sarà il profumo della nebbia che ripara dalla luce, saranno i guanti di lana caldi e morbidi a confortare l’attesa, sarà quel tremore indomito che richiama alla vita stessa a dirci perché queste giornate propiziatorie scorrano così libere e scaramantiche sui nostri desideri.

I momenti dell’attesa sono più densi di quelli della realtà e pensare ad un dono è anche meglio che riceverlo. Un po’ come l’idea d’amare prima del “provare” amore.
In queste giornate si aprono porte importanti e non solo quelle sacre e attinenti alla fede, si spalancano debolezze, vulnerabilità, ci si vede come siamo e come possiamo, una volta compreso che l’appartenenza a questo Natale, ci riguarda.
E questa percezione accompagna i pensieri e i gesti di queste giornate, scansa la confusione e le convenzioni, si apparta nell’angolo più remoto della mente.


E attende.

Andreina Corso
13/12/2015


TEMI PIU' RICERCATI IN QUESTE ORE:

➔ Coronavirus: tutti gli aggiornamenti
➔ Mose e Acqua alta a Venezia
➔ Pensioni, le novità
➔ 'Racconti in quarantena': il concorso letterario aperto a tutti
 

⌂ titoli di prima pagina

Please enter your comment!
Please enter your name here