L’Atlante di Tenebra, l’ultima entusiasmante avventura dei tre fratelli di John Stephens

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L'atlante di tenebra Longanesi

Dopo l’enorme successo de “L’Atlante di Smeraldo” (2011) e “L’Atlante di Fuoco” (2012) è uscito in libreria il terzo capitolo conclusivo della trilogia fantasy dello sceneggiatore e scrittore americano John Stephens: “L’Atlante di Tenebra” (Longanesi – La Gaja scienza, Pagg. 400, 16.40 €).

Gli ormai adolescenti fratelli Kate, Michael ed Emma, strappati ai genitori durante una notte di Natale di molti anni prima per proteggerli da un’oscura sorte, dopo essere entrati in possesso di due dei tre Libri a loro destinati, devono soltanto trovare l’ultimo, l’Atlante di Tenebra. Se dovesse cadere nelle mani del Ferale Magnus, il nemico che vuole ottenere il potere assoluto sul mondo umano e su quello magico, tutto sarebbe perduto: solamente riunendo i tre Libri potrà essere sconfitto.

Kate, la sorella maggiore era la protagonista indiscussa del primo capitolo. Aveva trovato l’Atlante di Smeraldo, ne era diventata la Custode ed ora può governare il tempo e lo spazio, il saggio Michael aveva dominato le pagine del secondo libro, diventando il guardiano dell’Atlante di fuoco, in grado di resuscitare i morti ed ora tocca ad Emma il compito più difficile.

La Resa dei Conti, questo l’altro nome dell’Atlante di Tenebra che la ragazzina, dimostrando quell’animo coraggioso che i lettori dei capitoli precedenti avevano già apprezzato, dovrà scendere nell’oltretomba e riuscire a salvare l’intera umanità.

In questo viaggio dark quasi dantesco, con nocchiere incluso, non sarà sola, ad attenderla ci sono i morti smemorati e il nemico di sempre, il Ferale Magnus, che l’ha fatta rapire appositamente, perché riesca a trovare il terzo Libro.

Un po’ come per Il Signore degli Anelli, la Resa dei Conti incatenerà anche il potere degli altri Libri e diventerà un unicum con quello dei fratelli. Proprio come la saga di Tolkien, la trilogia dell’Atlante è una bellissima avventura fantasy, per i più piccoli, ma in verità per tutti i lettori di qualsiasi età.

Ai tre fratellini ci si è ormai affezionati, si percepiscono le loro paure, si è assistito ai loro primi innamoramenti, si è camminato a fianco a loro, ai nani, allo stregone Pym ed ora si continua il viaggio con nuovi personaggi, nuovi sentimenti e la piena maturità.

L’ottima descrizione dei paesaggi fantastici, l’intensa caratterizzazione dei personaggi, la minuzia di particolari nel descrivere le scene d’azione e i buoni sentimenti, già presenti nei romanzi precedenti, sono la dimostrazione della qualità della scrittura di John Stephens, che fanno della trilogia un ottimo esempio di fantasy legato però ai valori e virtù umani, quelli in grado di far affrontare ai protagonisti le loro avventure ed ostacoli, tenendo ben presente, come dice Emma: “Che la vita è tale e vale la pena di essere vissuta, per amare qualcuno”.

Alice Bianco

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