Ater Venezia presenta piano di vendita delle case

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Ater Venezia vende: presentato il Piano delle alienazioni. 1.782 case vendibili nella Città Metropolitana, quasi la metà nel Comune di Venezia. Oltre 1500 sono abitate e potranno essere acquistate solo dagli inquilini.

ater venezia piano vendita case 2019

Sono 1.782 le case che l’Ater di Venezia, dopo attenta analisi e valutazione, ritiene di poter vendere, perlopiù ad inquilini assegnatari che già vivono all’interno.

E’ circa il 18% del totale degli alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica) di proprietà dell’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale veneziana: quasi la metà (46%) si trova nella terraferma del Comune di Venezia, 828 abitazioni, e il rimanente nella provincia di Venezia (54%).

Il Piano delle alienazioni ha il medesimo obiettivo della manifestazione d’interesse per l’acquisizione di immobili pronti ad essere assegnati: risolvere l’emergenza abitativa.

Il Cda dell’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale veneziana, attraverso una delibera, ha approvato la proposta del “Piano di vendita” degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) trasmessa alla giunta regionale per ottenerne l’approvazione.

Una proposta che segue le linee imposte dalle nuove disposizioni sugli alloggi pubblici (legge regionale n.39 del 2017, articolo 48, Regolamento regionale n.4 del 10/8/2019, art. 25) e prevede, per l’individuazione delle abitazioni da mettere in vendita, tutta una serie di requisiti piuttosto restrittivi.

I 1.782 alloggi dell’Ater si trovano all’interno di 522 fabbricati in 40 Comuni della Città Metropolitana: 1530 sono abitati da inquilini e 252 sono sfitti.

“Un lavoro complesso del Servizio Patrimonio che presentiamo Controlli Ater a Castello: straniero abusivo si da alla fuga. Veneziani avevano occupato per fare magazzino
con orgoglio – ha commentato il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon (all’estrema destra nella foto) – il Piano vendite, una volta approvato, ha una durata quinquennale. Vendiamo solo appartamenti vetusti, che sono stati costruiti prima degli anni ‘90 e che non hanno ottenuto finanziamenti, negli ultimi 5 anni, per la loro sistemazione. L’elenco degli immobili – ha proseguito il presidente – è stato individuato secondo criteri ben precisi e se quelli vuoti potranno andare all’asta, quelli abitati potranno essere acquistati solo dagli inquilini che vivono al loro interno da almeno 5 anni. Vendere è facoltà dell’Ater e la nostra intenzione non è fare cassa, bensì reperire le risorse economiche per poter sistemare e assegnare più abitazioni possibili, data anche l’emergenza abitativa nel Comune di Venezia”.

In particolare gli immobili nel Piano delle alienazioni sono: per il 13% realizzati prima dell’anteguerra (1945), per il 45% costruite tra il 1946 e il 1970, e per il rimanente 42% tra il 1971 e il 1989.

“Con i proventi delle vendite – ha spiegato Speranzon – si potrà finalmente recuperare e svolgere la manutenzione straordinaria anche a quella parte del patrimonio immobiliare che necessita di importanti interventi e non gode di finanziamenti. Rispondere alla richiesta abitativa è il nostro obiettivo e il Piano vendita va in quella direzione, la stessa della manifestazione d’interesse per acquistare degli immobili pronti ad essere assegnati, che non necessitano di lavori. L’esigenza abitativa nel Comune di Venezia, purtroppo, non potrà essere risolta solo con l’attuale bando Erp, perché gli appartamenti disponibili oggi sono nettamente inferiori delle domande degli aventi diritto che si vedranno nella graduatoria”.

Le case che sono state individuate “vendibili” dall’Ater di Venezia sono quelli che si trovano in immobili di proprietà mista (pubblici e privati), costruiti e terminati prima degli anni ’90.

COSA SUCCEDERA’

Le case Erp oggetto di perizie potranno essere vendute agli inquilini, se vorranno acquistarle, con una diminuzione sul prezzo del 20% come previsto dall’articolo n.48 della legge regionale sugli alloggi pubblici. Per gli assegnatari che non intendono procedere all’acquisto è comunque mantenuta la permanenza nell’alloggio e le abitazioni resteranno all’Azienda. Le 252 case sfitte invece andranno all’asta pubblica.

Il Piano vendita è stato trasmesso alla Giunta Regionale per l’autorizzazione, a cui seguirà

un successivo provvedimento aziendale relativo alle “linee di indirizzo per l’attuazione del Piano di Vendita L. R. 39/2017”, i criteri per la programmazione e attuazione delle cessioni in relazione a analisi e valutazioni (relativamente a vetustà degli immobili, vendibilità tecnica, stato manutentivo del fabbricato e dell’alloggio, propensione all’acquisto da parte degli assegnatari, situazione condominiale).

CRITERI PER LA VENDITA

L’articolo 25 del Regolamento Regionale n. 4 del 10/08/2018 prevede che gli enti proprietari presentino una proposta di Piano vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di durata quinquennale, tenendo conto dei seguenti criteri:

a) alloggi in immobili già parzialmente alienati;

b) alloggi vetusti per i quali siano necessari urgenti interventi di manutenzione straordinaria o recupero o comunque, con priorità per gli alloggi la cui costruzione sia stata ultimata da 25 anni;

c) alloggi in immobili siti in quartieri dove si ritiene che l’alienazione possa arrecare giovamento al tessuto socio-economico del territorio;

d) alloggi in immobili situati in località ove la gestione dell’ente risulta particolarmente complessa e/o onerosa;

Inoltre, gli alloggi vendibili non devono esser stati oggetto di finanziamenti regionali, statali o comunitari nell’ultimo quinquennio per la loro sistemazione.

LE PREVISIONI

Gli uffici dell’Ater stimano in 50mila euro il prezzo medio di cessione per alloggio locato (valore di stima medio 62mila con riduzione del 20%) e in 55 mila il prezzo medio di cessione per alloggio libero ceduto all’asta.

Sulla base delle esperienze acquisite in passato si ipotizza una vendita di circa 180 alloggi locati, nel periodo di validità quinquennale del Piano, con una previsione d’introito di circa 9milioni di euro. In aggiunta, tutti quelli che saranno venduti attraverso asta pubblica.

Riproduzione Riservata.

 

3 persone hanno commentato questa notizia

  1. Mi sa che non avete letto il Gazzettino di ieri dove hanno pubblicato la smentita… era tutta una bufala quella delle case di sabbia… ma vi pare che lascino le persone vivere dentro case che rischiano di crollare? Le solite cagate allarmistiche che poi devono smentire, e la gente ghe casca ancora

  2. Prof. Mozzatto, mi viene da pensare che Lei non ha letto il Gazzettino di ieri, articolo intitolato ” vendiamo le case fatte di sabbia”. Bene si vendono case non a norma di legge, NON ANTISISMICHE” di cui ora si pagano affitti esosi per il loro valore, non solo di costruzione ma anche di stato di conservazione. Case che dovrebbero essere buttate giù, hanno pure il coraggio di dichiararlo e di metterle in vendita. Un privato può essere denunciato per lo stato di abbandono dell’immobile mentre il pubblico fa quello che gli pare alto e basso e leggi a proprio comodo. Esprimo una chimera; quando gli amministratori pubblici pagheranno il proprio scellerato menefreghismo nell’amministrare i nostri beni? Aspettiamo gli alieni per salvare l’Italia, non ci resta altro.

  3. Fantastico! Si acquistano 200 case, se ne vendono 1800 perché per anni nessuno tira fuori i soldi per restaurarle, ma così ci saranno 1600 abitazioni pubbliche in meno! E allora ci si cacciano di casa gli inquilini con ISEE-ERP da 20.001 € in su giustificandosi col fatto che ci sono 14.000 soggetti in graduatoria che attendono una casa: si cacciano i poveri per far posto ai disperati?
    Non è così che si risolve il problema della casa!
    Allora invece di acquistare 200 abitazioni, con quei soldi se ne restauravano 1.000 di quelle sfitte, poi assegnandole, così non si perdeva alcun alloggio e in attesa rimanevano mille soggetti in meno…
    Ma il problema è che bisogna, ogni anno, tirare fuori i soldi per le case ai Veneti, altro che pedemontana e infrastrutture…!
    Prof. Fabio Mozzatto.
    Veneziano D.O.C.

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