Ater Venezia: nessuna caccia alle streghe ma dall’Isee non si scappa

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Ater Venezia: nessuna caccia alle streghe ma dall'Isee non si scappa

Da una verifica dell’Ater di Venezia, sono emerse situazioni in cui alcuni inquilini non hanno più i requisiti per rimanere all’interno delle abitazioni popolari, ai sensi della nuova legge regionale, la n.39 del 2017, e hanno 24 mesi di tempo per lasciare l’alloggio.

“Abbiamo scoperto alcuni casi “eclatanti” – spiega il presidente Ater Raffaele Speranzon – grazie alle verifiche sull’Isee attivate per l’applicazione della nuova legge: persone che sono entrate regolarmente negli alloggi e hanno poi migliorato la loro situazione patrimoniale, ad esempio grazie ad una eredità. Queste persone hanno 24 mesi di tempo per restituire le chiavi dell’abitazione Ater e lasciare l’alloggio”.

“Va detto – prosegue Speranzon – che prima dell’applicazione della nuova legge regionale, con la precedente legge n.10, si chiedeva agli inquilini Ater la dichiarazione dei redditi, quindi la situazione reddituale delle famiglie, e in base a quella si calcolavano i canoni degli affitti, di anno in anno. Oggi invece, con la nuova legge sono cambiate le regole: è entrata in vigore una nuova logica, diversa, quella del calcolo dell’Isee, che comprende non solo i redditi ma tutto lo stato patrimoniale degli inquilini e quindi anche le proprietà, vetture o imbarcazioni, gli immobili, i risparmi nei conti correnti”.

L’Ater di Venezia, in questi anni, ha sempre calcolato i canoni degli alloggi Erp a seconda del reddito, come prevedeva la precedente norma vigente.

“L’Azienda negli anni ha svolto anche delle verifiche a campione – riprende Speranzon – per capire se ancora sussistevano i diritti alle assegnazioni di chi era entrato nelle abitazioni Erp molti anni fa. Solo però grazie ad una verifica totale e puntuale, quella dell’Isee, su tutte le situazioni patrimoniali, si è riusciti a scoprire alcuni casi “eclatanti”. Non vogliamo passi il messaggio di una indiscriminata “caccia alle streghe”, va applicato il buon senso. Per questo ci siamo attivati con la Regione, con cui abbiamo aperto un dialogo costruttivo sugli effetti della nuova legge regionale. Ad esempio, per evidenziare la specificità del contesto del centro storico veneziano nell’importanza di continuare ad applicare, e magari estendere, gli affitti calmierati (Non Erp), e di aprire un confronto sul nuovo limite Isee per tutti gli inquilini degli alloggi Erp. Abbiamo trovato, nell’assessore ai Servizi sociali Manuela Lanzarin, un attento interlocutore disponibile a un confronto”.

“Occorre una logica di buon senso – prosegue Speranzon – nella gestione degli alloggi pubblici: chi ha importanti disponibilità economiche deve lasciare le abitazioni Ater, popolari o ad affitto calmierato, a chi ne ha bisogno. L’obiettivo della Regione attraverso questa legge è togliere l’assegnazione delle case a chi non ne ha più diritto, e lo strumento per farlo è l’Isee, che ci ha permesso e imposto una verifica puntuale su tutte le situazioni, da cui sono emerse delle “distonie”, che in qualche caso si sono rivelate eclatanti”.

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