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L’assedio di Corfù: L’ultima vittoria della Serenissima

L’assedio di Corfù raccontato da L’ultima vittoria della Serenissima

In questo decennio del 21esimo secolo si celebra in particolare, dal punto di vista storico, il centenario della Prima Guerra Mondiale. Il 1716 ha visto però un altro evento che l’editore Itinera Progetti ha deciso di ricordare con il volume L’ultima vittoria della Serenissima, in uscita il 25 novembre: l’assedio dell’isola di Corfù da parte di 30 mila uomini dell’esercito ottomano. La difesa della Piazzaforte fu affidata ai 5000 fanti comandati da Matthias von Schulenburg.

Gli autori del volume sono Alberto Prelli, storico che si è occupato soprattutto della parte relativa a Venezia, e Bruno Mugnai, ricercatore e collaboratore dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, che ha illustrato il libro e trattato principalmente la parte ottomana. La ricerca si è concentrata su relazioni, dispacci ufficiali ma anche lettere di von Schulenburg e di altri personaggi che parteciparono allo scontro. Il volume è arricchito da 32 tavole a colori di Bruno Mugnai.

L’ultima vittoria della serenissima, 1716 – L’assedio di Corfù, di Alberto Prelli e Bruno Mugnai

Nel 1716 la Repubblica di Venezia riportò l’ultima grande vittoria contro l’impero ottomano. L’isola di Corfù, definita “antemurale della cristianità”, fu invasa da un esercito turco forte di 30.00 uomini, che mise sotto assedio la fortezza e la città di Corfù. La Piazzaforte fu difesa da circa 5.000 fanti della Serenissima al comando di Matthias von Schulemburg. Dopo venti giorni di attacchi e bombardamenti gli Ottomani frettolosamente abbandonarono l’assedio e l’isola.

Il volume “L’assedio di Corfù – L’ultima vittoria della Serenissima”, a 300 anni dalla battaglia, è una cronaca dettagliata degli eventi ricavata da relazioni, dispacci ufficiali e lettere private dello Schulemburg, comandante delle forze terrestri; del tenente colonnello Demetrio Stratigò, suo “aiutante generale”; di Andrea Pisani, Provveditore Generale da Mar; di Andrea Corner, Capitano Estraordinario delle Navi; di Nicolò Erizzo, Commissario in Armata e altri personaggio meno noti, o anonimi. Attraverso la voce dei personaggi che parteciparono all’impresa, ne esce un quadro vivido e feroce di assalti, ritirate e audaci sortite dipinto sul corpo della fortezza di Corfù che, alla fine, ne uscì ferita ma vittoriosa.

Gli autori Alberto Prelli, per la parte veneziana, e Bruno Mugnai, per le illustrazioni e la parte ottomana, hanno voluto anche fornire una breve disamina della composizione dei due eserciti che si confrontarono in quel primo ventennio del ‘700.
Titoli correlati: “Sotto le bandiere di San Marco”
ISBN 978-88-88542-50-8 – 224 pagine, 24 tavole a colori, Euro 29,00

Intervista agli autori

«Ogni volta che mi trovo a illustrare la storia di Venezia sento che devo dedicarmi al compito con un’attenzione e una passione maggiore rispetto ad altri argomenti. Per il resto, sono ormai quasi trent’anni che mi dedico alla ricostruzione degli equipaggiamenti da guerra dei secoli XVII e XVIII e tanto Venezia che l’Impero Ottomano sono due degli argomenti da me preferiti. Entrambi rappresentano modelli caratteristici e soprattutto si tratta di due eserciti multietnici, che riflettono ovviamente la composizione dei due stati e quindi mostrano una varietà e una ricchezza di costumi e armamenti straordinaria», dice Mugnai.

«L’interesse per l’assedio di Corfù è scattato quando, all’avvicinarsi dei 300 anni dall’avvenimento, ci siamo resi conto che c’erano generiche notizie sull’accadimento, sulle truppe, sia in terra che sul mare, e sulle popolazioni coinvolte. La mia ricerca negli archivi e biblioteche veneziane si è indirizzata a scoprire le voci dei protagonisti che vissero l’assedio sulla propria pelle, non solo i generali ma anche anonimi testimoni», racconta Prelli. Secondo Mugnai, l’argomento ha ancora oggi una forte componente di attualità: «Personalmente sono sempre stato interessato alla storia del Mediterraneo e al confronto fra occidente e mondo islamico. Oggi questo argomento è tornato d’attualità in maniera a dir poco inquietante. Credo che conoscendo meglio quanto accadde in passato possa farci comprendere meglio quanto certe convinzioni relative alla scontro di religione siano senza senso».

La storia dell’assedio di Corfù è stata trattata ampiamente all’epoca: «Era Venezia, soprattutto, a voler esaltare una vittoria in qualche misura marginale rispetto ai progressi che nei Balcani ottenne l’esercito imperiale condotto da Eugenio di Savoia», spiega Prelli.
Oggi c’è ancora un ricordo soprattutto nel territorio veneto, aggiunge Mugnai: «La storia militare del nostro Paese anteriore al Risorgimento è poco conosciuta, tuttavia credo che in tutto il Veneto sia ancora vivo il ricordo delle imprese della Serenissima Repubblica. Ogni residenza signorile a Venezia conserva almeno una testimonianza sui fatti ai quali partecipò qualche componente e in molte chiese del Veneto si possono trovare lapidi e altre segni riconducibili a episodi della lotta contro il ‘nemico ereditario’ dei veneziani, cioè l’Impero Ottomano. Tutto questo ha contribuito a formare una memoria storica particolarmente profonda fra i veneti. L’assedio di Corfù è certamente uno dei fatti bellici più noti, benché la conoscenza si limiti all’esito finale e alla valorosa resistenza opposta dalla guarnigione e trascuri invece altri episodi e aspetti altrettanto rilevanti».

Ci sono state, ovviamente, delle conseguenze sulla storia veneziana: «L’esaltazione della vittoria e la celebrazione del comandante Matthias von Schulenburg da parte della Repubblica creò un alone di rispetto e di consolidamento del predominio della Serenissima sull’Adriatico, ma i costi dell’operazione furono altissimi e non ci fu alcun recupero dei territori persi nel Peloponneso», spiega Prelli. Anzi, commenta Mugnai, ha causato una «soddisfazione» nel ceto dirigente locale: «Questo ha limitato la controffensiva all’infruttuosa campagna per la conquista di Dulcigno. Alla fine la soddisfazione per il successo conseguito a Corfù, unito alla disastrosa congiuntura economica, contribuì ad accelerare la parabola discendente della politica militare veneziana».

L’assedio di Corfù ha messo uno contro l’altro gli eserciti ottomano e veneziano, soprattutto perché la perdita dell’isola sarebbe stata una catastrofe per il controllo che dava sull’Adriatico. Gli ottomani, infatti, avevano riconquistato la Morea fra il 1714 e 1715. «Venezia e Istanbul perseguivano una geostrategia simile, coincidente nell’impadronirsi di quanto restava dell’impoverito scenario commerciale del Mediterraneo orientale. Era inevitabile che i due stati entrassero in conflitto, del resto lo avevano fatto per sei volte a partire dal 1463 ed era quindi ovvio che la rivalità fosse molto accesa», aggiunge Mugnai.

Uno degli interessi principali del libro è poter capire meglio come funzionava l’esercito ottomano, per almeno due secoli «il più grande esercito permanente del mondo – dice Mugnai – L’esercito ottomano costituiva un modello organizzativo originale e unico nell’ambito della storia militare di quel periodo. Questo aspetto lo rende interessante non solo per la sua potenza numerica e per la varietà dei suoi componenti, ma anche dal punto di visto organizzativo, amministrativo e logistico, in un’epoca nella quale mantenere in campagna un corpo superiore a 40.000 uomini costituiva uno sforzo finanziario quasi impossibile per molte potenze occidentali».

Autori

Alberto Prelli, scrive di teatro e di storia. In merito alla storia militare ha pubblicato diversi lavori tra i quali: “Le milizie venete il Palma 1593-1797”, “L’I. R. Esercito Austriaco in Palma-Nuova 1797-1866”, “L’esercito veneto nel primo ‘600”. Ha pubblicato inoltre articoli e saggi su giornali e riviste. Per i nostri tipi ha curato, insieme a Pietro Compagni, “Sotto le bandiere di San Marco – Le armate della Serenissima nel’600”.

Bruno Mugnai, è nato a Firenze nel 1962. Fin da giovanissimo si è appassionato alla storia militare e allo studio dell’equipaggiamento da guerra nei secoli XVII e XVIII, con preferenza per l’Europa centrale, il Mediterraneo e l’America Latina. Ha pubblicato un’opera sull’esercito ottomano dal 1645 al 1718; è inoltre autore di saggi sulle campagne italiane della Guerra di Successione Spagnola e sulla storia militare della Toscana durante le campagne rivoluzionarie francesi, l’età napoleonica e quella preunitaria. Ha realizzato per l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito un libro sulle istituzioni militari dello Stato lucchese nell’Ottocento e un lavoro analogo su quelle del granducato di Toscana dal 1737 al 1799, entrambi illustrati dall’autore. E’ corrispondente della Rivista Internazionale di Bibliografia Militare e della Società Italiana di Storia Militare. Nel 2015 ha fondato la web magazine History & Uniforms, rivista in edizione bilingue inglese e italiana dedicata alla storia militare, l’uniformologia e lo studio degli equipaggiamenti da guerra dall’antichità al XX secolo. Per l’editore britannico Partizan Press ha in corso di pubblicazione un saggio sulla battaglia di Szentgotthárd-Mogersdorf e la guerra austro-ottomana del 1663-64.

25/11/2016

Data prima pubblicazione della notizia:

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