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sabato 19 Giugno 2021

Arrigo Sacchi e le accuse gratuite di razzismo. Di Mattia Cagalli

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Cosa ha detto Sacchi sul torneo Viareggio

Ci risiamo, le accuse gratuite di razzismo hanno colpito nuovamente. Questa volta la vittima destinata è l’ex CT della Nazionale Arrigo Sacchi. Sgomento, scandalo e attacchi gratuiti da parte di giornalisti, addetti ai lavori, tifosi e addirittura dal presidente della FIFA Blatter. L’aver detto la verità ha scatenato reazioni sconsiderate e ipocrite.

Nell’ultimo torneo di Viareggio, una delle più importanti manifestazioni giovanili la presenza di stranieri nelle rose è molto elevato. Sacchi si è limitato a sottolineare questo fatto, sostenendo che la presenza di giovani stranieri già nei settori giovanili è lesivo nei confronti della crescita della nazionale italiana.

Apriti cielo, non lo avesse mai detto, bisogna essere aperti e accettare la presenza di atleti di tutto il mondo. Anche quelli palesemente scarsi. Quanto falso buonismo, quanta ipocrisia, il razzismo è altrove, non nelle parole di chi ha allenato Gullit e Rijkaard ma lo è nei tifosi del Chelsea che cacciano un ragazzo di colore dal vagone della metropolitana.

Ho usato il termine ragazzo di “colore” perché ormai anche nero è razzismo. Stiamo talmente esagerando nel senso opposto che perdiamo di vista le vere manifestazioni di intolleranza. Mentre ci si concentra su tali episodi, abbiamo un calcio italiano alla sfacelo in cui ci si interessa ai singoli problemi solo nel momento di un accaduto più grande del solito. Poi si parla, si grida allo scandalo e tutto resta uguale.

Accade puntualmente, i vertici del calcio promettono cambiamenti, i tifosi si scandalizzano e perfino di politici vi mettono il becco. Per l’appunto però danno solo fiato alla bocca. Ad ogni episodio di violenza, quando ci scappa il morto scattano puntuali le promesse di un giro di vite, di incremento delle pene e di pugno duro. Interrogazioni parlamentari e cordoglio per la vittima… Fino alla prossima; nel vezzo il nulla.

Così doveva essere il post calciopoli e poi del calcioscommesse, una azzeramento dei vertici e un nuovo vento di cambiamento. Poi le solite facce in Lega, le solite in Federazione e quando avviane un cambiamento è addirittura in peggio. L’ultimo scandalo è il caso Claudio Lotito che minaccia le società di Lega Pro, vantando poteri che non ha. Proprietario della Lazio e della Salernitana, è presente ovunque, in tutte le Leghe e sulla panchina della Nazionale. Lo abbiamo visto nelle prime uscite di Antonio Conte.

La cosa grave è che nessuno sembra prendere davvero le distanze dalle parole del presidente della Lazio, a parte la dirigenza Juventina. Forse ha davvero ragione chi sostiene che in serie A, quasi tutti la pensano così, che le piccole squadre dovrebbero sparire dalla massima serie. D’altra parte non era una vecchia idea di Adriano Galliani una super lega Europea con le migliori squadre a cui far competere il Milan? Domanda… Ora ad esempio i rossoneri sono ancora un grande club? Non certamente dal punto di vista sportivo e forse nemmeno economico.

Il seguito di tifosi, il bacino di utenza e l’interesse che suscitano le squadre, non possono essere una discriminante. Forza Empoli, Cesena, Hellas Verona, Sassuolo, Chievo e tutte quelle piccole realtà di provincia.

Mattia Cagalli

[19/02/2015]

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