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arresto de martino lido venezia

«Le accuse contro mio padre Saverio sono basate su bugie e io non ho mai avuto soldi dalla ’ndrangheta. È un complotto» così si è difeso Antonio De Martino, figlio di Saverio, imprenditore calabrese residente dagli anni ’90 al Lido di Venezia ed arrestato dalla Direzione distrettuale di Catanzaro, con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.
De Martino è accusato di aver avviato delle iniziative imprenditoriali nell’isola (agenzia immobiliare, ditte nel settore edilizio, gestione delle spiagge dell’ex Ciga e il ristorante la Pagoda) grazie anche ai finanziamenti del boss della cosca di Lamezia Terme, Vincenzino Iannazzo, che avrebbe ospitato al Lido quando aveva bisogno di allontanarsi dalla Calabria e l’avrebbe aiutato a rifugiarsi in Irlanda per evitare un provvedimento di sorveglianza speciale.
Le accuse sarebbero provate con intercettazioni telefoniche e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, nonché dagli accertamenti del Gico delle Fiamme Gialle.
Il primo difensore di Saverio, è però, il figlio, che reputa il padre «una persona buona», ma che dovrà anch’egli difendersi per dimostrare che non ha mai ricevuto finanziamenti dalla ‘ndrangheta. «Ho le carte per dimostrarlo, io ho ricevuto mutui e fidi dalle banche, così ho cominciato, altro che soldi da Iannazzo» ha precisato De Martino jr, che ha promesso di rimanere in lizza come capolista della sua «Venezia Popolare» per le elezioni della Municipalità del Lido.

Come noto, Saverio De Martino, padre di Antonio (capolista di «Venezia Popolare» per la Municipalità del Lido), è stato arrestato dalla Guardia di Finanza (Gico) al Lido (Ve) e accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il 64enne, nato a Lamezia Terme (Cz), ma residente a Venezia dagli anni Novanta, è stato arrestato come «imprenditore di riferimento nel territorio di Venezia, nonché fornitore sistematico di appoggio logistico, all’associazione per delinquere di tipo mafioso denominata ’ndrangheta».
L’operazione, denominata “Andromeda”, guidata dalla Squadra mobile e della Finanza della Direzione Distrettuale di Catanzaro, ha portato all’arresto di 44 persone, tutte appartenenti alle cosche.
Cosche che potevano contare su imprenditori compiacenti e che volevano mantenere il loro predominio a Lamezia, compiendo estorsioni proprio ai danni di questi uomini d’affari.
Nell’inchiesta, condotta da Sco, dalla Squadra mobile, dalla Dia e dai finanzieri del Gico, è finito anche l’imprenditore Saverio De Martino, che al Lido e in Veneto, ha eseguito numerosi lavori nel settore edile, si è occupato dell’intermediazione immobiliare e della gestione di attività commerciali di considerevole spessore economico-patrimoniale.

Redazione

19/05/2015

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