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lunedì 14 Giugno 2021

Aperture nuovi locali a Venezia, trovato l’escamotage?

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In Campo Santa Margherita c'è chi ha raddoppiato lo spazio di vendita in quanto il nuovo esercizio del pub è stato definito 'negozio di vicinato'

Nuovi locali a Venezia: bar definiti 'negozio di vicinato'

Possono i bar veneziani di un qualsiasi campo o campiello trasformarsi in un punto vendita alimentari da asporto?

Un’Interrogazione a firma del consigliere Maurizio Crovato, ha sollecitato il Comune ad approfondire un “esempio” di questa tipologia, partendo dal caso di un pab, in campo Santa Margherita, che pare abbia raddoppiato il locale, favorendo così la richiesta, sempre più pressante, anche in virtù della notevole presenza turistica.

Il sopralluogo del comandante della polizia locale Marco Agostini, ha però verificato che in realtà si tratta di un “negozio di vicinato” che si caratterizza con la vendita di prodotti alimentari senza somministrazione, provvisto di regolare SCIA (settembre 2017) e notifica della registrazione sanitaria.

Corre l’obbligo di conoscere, per chi scrive e chi legge, il linguaggio della burocrazia che interessa molto la città, data l’apertura continua di bar che offrono anche prodotti alimentari da asporto.

Scopriamo così che la SCIA è una segnalazione certificata d’inizio di attività per alcune categorie economiche, sostituisce il rilascio di un’autorizzazione da parte della Pubblica Amministrazione e costituisce titolo necessario per intraprendere con decorrenza immediata l’esercizio dell’attività: in sostanza un’autocertificazione’.

Il pub quindi, è in regola, ma si comprende che la questione ne abbraccia altre che a questa sottintendono: il Comune non può impedire l’apertura di nuovi bar (si pensi proprio al Campo santa Margherita, letteralmente invaso), né di negozi che possono trasformarsi ‘di Vicinato’ e quindi offrire bibite, alimenti (che però non possono essere cucinati all’interno).

La questione di non poco conto per le altre che sottende (bar a dismisura, ora anche di vicinato e negozi chiusi, spenti sotto gli occhi, come panifici, drogherie botteghe artigianali), sta muovendo interrogativi da parete della Direzione Commercio, che per ora ha emanato una circolare che vieta l’ampliamento dell’estensione di un pubblico esercizio, quando i locali non sono adiacenti.

Un dubbio sul rispetto delle regole è giocoforza sollevato dall’evidenza di una certa disinvoltura di chi raddoppia o triplica il proprio esercizio nonostante il numero chiuso.

Il consigliere Maurizio Crovato spera che arrivi dalla Regione quel documento approvato all’unanimità da tutte le forze politiche di Ca’ Farsetti, in attesa di firma liberatoria, che consentirebbe al Comune di regolamentare e in alcuni casi bloccare di fronte agli eccessi, la vendita di pasta, panini, kebab da asporto.

Andreina Corso

Data prima pubblicazione della notizia:

Una persona ha commentato

  1. Infatti. Comunque il locale in questione cucina cibi all’interno e la puzza di carne bruciata si sente anche all’interno delle abitazioni limitrofe oltre che sulla calle.

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