Antonietta Gisonna, la donna decapitata a Milano, uccisa per una lite con un giovane dell’Ecuador

ultimo aggiornamento: 15/06/2015 ore 08:07

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La notizia, raccapricciante, comincia a circolare nella mattinata: donna decapitata a Milano, la testa ritrovata distante dal corpo. Una donna di 52 anni è stata decapitata la scorsa notte in uno stabile popolare alla periferia di Milano. Il corpo è stato trovato in un appartamento, mentre la testa nel cortile interno del palazzo.
In breve, però, gli investigatori arrivano a fermare il presunto responsabile: arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato un giovane transessuale originario dell’Ecuador che era rimasto a sua volta ferito durante l’aggressione. Sarebbe stato lui a scaraventare la testa in cortile dopo aver ucciso la donna.
Parte inscindibile della terribile storia una testimonianza: si viene a sapere che un uomo ha assistito a tutto dalla finestra del suo appartamento.
Come in un film di Hitchcock il testimone assiste alla scena raccapricciante, vissuta in tempo reale minuto per minuto, quella in cui ha trovato la morte una donna di 51 anni per mano di un transessuale di 20 che dopo averla accoltellata le ha tagliato la testa e l’ha lanciata nel cortile del palazzo.
Una lite, quella sfociata nell’omicidio di Antonietta Gisonna, cominciata intorno alle 2 della scorsa notte per motivi ancora tutti da chiarire, sullo sfondo del mondo della droga e della prostituzione cui faceva parte il presunto assassino, Carlos Julio Torres Velesaca, regolarmente in Italia da molti anni.

Dopo aver colpito la vittima con una decina di fendenti, usando dei coltelli trovati in casa, l’assassino l’ha infatti decapitata gettandone la testa, con gesto di disprezzo, ancora insanguinata dalla finestra, che è finita in mezzo al cortile interno. Dove è stata trovata dai carabinieri accorsi sul posto. E’ questa la dinamica del delitto avvenuto la scorsa notte in una casa di edilizia popolare nel quartiere dell’Ortica, a Milano, nella zona est della città. I vicini raccontano di quella signora piacente, dalla “vita molto travagliata”, dedita a “ricevere amici con il nome di Antonella” lì in casa sua, al secondo piano dello stabile di ringhiera. Al momento non è ancora stato possibile capire cosa abbia spinto l’assassino a tanta ferocia, anche se – pur fra tutte le ipotesi ancora aperte – non si esclude che il sudamericano avesse con lei dei debiti per storie di droga se non addirittura in crisi d’astinenza. Di certo quando i carabinieri hanno sfondato la porta dell’appartamento l’uomo era completamente ricoperto di sangue. Ha opposto resistenza ed è stato portato all’ospedale dal 118 dopo essere stato sedato. Di grande aiuto è stata poi la tempestività e il racconto preciso fatto da alcuni testimoni, soprattutto da quello che ha assistito alla scena. “L’uomo ha visto tutto dalla finestra – ha raccontato il Colonello Biagio Storniolo, comandante del Reparto operativo di Milano – assistendo a parte dell’accaduto ma soprattutto descrivendolo a noi con grande precisione”. L’uomo ha descritto prima la lite e poi un uomo con un coltello che colpiva la vittima. Poi anche quando questi, con il corpo già a terra, si è accanito sul cadavere in modo inumano.


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