Amianto, il ministro Costa: “Via da scuole e ospedali”. 385 milioni per le bonifiche

ultimo aggiornamento: 15/01/2020 ore 17:39

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Amianto, il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, dà il via libera al piano di bonifica che coinvolgerà in primis le scuole e gli ospedali.

La battaglia contro il killer dell’ambiente, nocivo per l’uomo, parte da Roma e coinvolge tutte le Regioni.

Si tratta di un piano da 385 milioni di euro per bonificare l’amianto negli edifici pubblici, in particolare per rimuoverlo e smaltirlo da nosocomi e istituti scolastici.


Lo prevede il ‘Piano di bonifica da amianto’, previsto nel secondo Addendum al Piano operativo ‘Ambiente’ approvato dal Cipe nel 2016 e adottato adesso con un provvedimento dalla Direzione generale competente del ministero dell’Ambiente.

C’è l’appello del ministro dell’Ambiente a tutte le Regioni e le Province autonome: “Con questi fondi per la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici – afferma il ministro Sergio Costa – daremo priorità al risanamento delle scuole e degli ospedali italiani. Confido nella collaborazione con le Regioni e le Province autonome per dare avvio subito ai progetti più urgenti. È fondamentale accelerare la messa in sicurezza del Paese perché i soldi ci sono e vanno spesi. I cittadini hanno atteso abbastanza”.

Nel piano, rende noto lo stesso ministero, sono individuati i soggetti beneficiari delle risorse (Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano) e le modalità di trasferimento. Tutti gli interventi, si sottolinea nella nota, dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2025.


Ora toccherà proprio agli enti. I soggetti beneficiari, spiega il Costa, “individuano, a loro volta, gli interventi da finanziare e ne curano la gestione, il controllo e il monitoraggio sulla realizzazione”.

Il ministero si impegna a garantire che le Regioni e le Province autonome ricevano tutte le informazioni pertinenti per l’attuazione degli interventi, in particolare le istruzioni sulle modalità per la corretta gestione, verifica e rendicontazione delle spese, attraverso anche la condivisione di quanto previsto dal Sistema di gestione e controllo del Piano operativo ‘Ambiente’.

La pericolosità dell’amianto è dovuta sia alla capacità di rilasciare fibre potenzialmente respirabili che alla sua composizione e struttura chimica, ecco perché ne è stata decisa decisa la completa dismissione diversi anni fa (legge 257/1992). Dal 1994 infatti non ci sono più prodotti in questo materiale che in passato si ritrovava in diversi campi (dall’edilizia fino all’industria e ai trasporti).

I 385 milioni di euro sono stati ripartiti secondo i coefficienti di assegnazione regionale utilizzati per le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione. Alla Regione Sicilia sono stati assegnati i finanziamenti più corposi: 107 milioni di euro. In seconda posizione la Puglia, con 74 milioni di euro, e la Calabria, con 43 milioni di euro.

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