Altri profughi in Veneto, Zaia: “Situazione ormai ingestibile. No allo scaricabarile di esseri umani”

ultimo aggiornamento: 02/01/2015 ore 18:44

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Istituti Polesani Ficarolo delle torture, Zaia

zaia intervista regione LARGE

“Se il Governo pensa di poter risolvere il caos che ha creato con le sue debolezze in sede europea e la sua gestione caotica dell’emergenza passando persino sopra la testa dei suoi Prefetti, significa che la confusione ha raggiunto il livello di non ritorno. Sono arrivati agli atti d’imperio, come se improvvisamente i rappresentanti del Governo sul territorio non contassero più nulla, così come non hanno mai contato nulla gli allarmi, purtroppo totalmente suffragati dagli accadimenti, lanciati dai territori e dal sottoscritto”.


Così si esprime il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando la notizia che altri 180 profughi di Mare Nostrum/Triton saranno inviati a breve in Veneto, nonostante le segnalazioni preoccupate dei Prefetti di Venezia, Padova e Treviso rispetto alla “tenuta” dei territori a fronte di nuovi arrivi.

“I Prefetti che hanno avuto il senso delle Istituzioni e la sensibilità di capire il tessuto sociale in cui operano – aggiunge Zaia – sappiano che hanno nel Presidente della Regione un alleato convinto, ma anche che ora è necessario che facciano blocco nel dire basta ad una situazione ormai ingestibile. Da mesi, per molti buoni motivi – aggiunge Zaia – diciamo no allo scaricabarile di esseri umani che si sta verificando. Ora è il momento di dire basta e di mettere l’Europa di fronte alle sue responsabilità, cosa che Renzi non ha saputo fare nei sei mesi di presidenza italiana. Quel che serve è un piano di accoglienza europeo, nel quale ogni Stato si faccia carico del problema per quota parte”.

“Il miagolìo di Renzi non è ovviamente bastato – conclude Zaia – e adesso occorre ruggire, magari portando questi profughi sotto i palazzi dorati di Bruxelles e Strasburgo, così capiranno in che guaio si trovano i territori di una Nazione che di questa Europa può tranquillamente fare a meno”.


Redazione

[02/01/2015]

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