Alcune strutture che gestiscono i migranti sono bombe a orologeria

ultimo aggiornamento: 09/10/2015 ore 20:07

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Succede ad Eraclea, dove la Cooperativa “Solaris” di Carpi (Mo) gestisce l’accoglienza dei profughi nei residence “Gigli ” e ” Mimose “.

Dopo il cibo gettato a terra, le proteste dei migranti scesi in strada bloccando le vie di accesso a cittadini e turisti e gli scontri violenti fra diverse etnie, succede che il gruppo di operatori del centro si dimette in massa, a causa del non avvenuto pagamento delle mensilità arretrate.

A Eraclea si trovano tuttora 130 profughi, e sembra che la Prefettura di Venezia, abbia deciso che la soluzione di tutto sia dare la gestione ad un altra Cooperativa del Veneto, dal momento che la “Solaris ” non è stata all’altezza di pagare chi gestisce l’accoglienza, lucrando sul business con 33,50 al giorno per profugo.


Rammentiamo che inizialmente erano 250, causando disagi alla popolazione e al turismo, con una presenza clandestina che ha bloccato prenotazioni e costretto le persone in villeggiatura a Eraclea mare a vivere accanto a migranti senza nome ne passato , che gironzolavano fra le spiagge e le stradine.

Un mare di soldi si muove sopra le teste dei presunti richiedenti asilo, molte strutture sono vere e proprie bombe a orologeria, come il Cara di Mineo, ma nessuno sembra rendersene conto. Cooperative rosse e gare d’appalti, mafie che gestiscono il business dell’accoglienza fasulla lucrando sulla vita dei migranti e affari milionari.

Sebastiano Sartori
Forza Nuova Veneto


09/10/2015

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