Acqua alta in arrivo a Venezia: 135-140 cm secondo ultime previsioni

ultimo aggiornamento: 14/10/2020 ore 12:31

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acqua alta venezia domenica 150cm

Acqua alta in arrivo a Venezia: l’ultimo bollettino pervenuto del Centro Previsioni e Segnalazioni Maree della Protezione Civile – direzione Polizia Locale del Comune di Venezia pervenuto ieri sera comunicava che “Per giovedì 15 ottobre è previsto un massimo di marea di 135 centimetri per le ore 10.45, mentre per venerdì 16 alle ore 11.20 è previsto un possibile picco di 120 centimetri”.

All’origine della previsione la coincidenza del passaggio di questa nuova perturbazione con la marea astronomica di sizigia che in questi giorni presenta valori particolarmente importanti: 81 centimetri alle 10.45 di giovedì e 84 centimetri alle 11.20 di venerdì.


Le previsioni sono state analizzate e condivise anche nell’ambito del Tavolo Tecnico per le previsioni marine costituito ormai da tre anni oltre che dal Centro Maree (come organo di Protezione civile locale) anche dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dal CNR-ISMAR, tavolo che si riunisce ogni qualvolta ci siano previsioni di marea superiori a 110 centimetri.

Il Centro Maree ricorda anche che un’alta marea di 135 centimetri statisticamente ha una durata media di circa 3 ore e viene percepita in modo diverso nelle varie parti della città. A San Marco ci saranno circa 40 centimetri di acqua dal piano di calpestìo, a Rialto circa 25 centimetri, mentre il piazzale antistante la stazione ferroviaria sarà bagnato solo nella parte limitrofa al Canal Grande. L’allagamento complessivo del suolo cittadino sarà comunque del 52%.

L’aggiornamento.
L’acqua alta, però, non è argomento statico dalla previsione definitiva, per cui il Comune di Venezia questa mattina divulga il seguente avviso: “L’evoluzione meteorologica in atto conferma la previsione di intensi venti di scirocco dalla sera di mercoledi’ sul basso e medio Adriatico. Pertanto si prevede un massimo di marea di 135-140cm per le ore 10:20 di giovedi 15 ottobre e di 120cm per venerdi 16. Si invita a seguire gli aggiornamenti”.


Il picco di marea reintroduce l’argomento Mose nelle discussioni cittadine dopo l’ “ottima prova” del 3 ottobre quando il sistema a paratie mobili ha salvato la città dall’acqua alta.
Il fenomeno della marea potrebbe addirittura ripresentarsi il giorno successivo, al momento con un picco previsto di 120 centimetri, ma è la quota di 130 cm di giovedì quella che, da protocollo, prevede la possibilità dell’entrata in funzione del Mose, in modalità di emergenza.
L’attivazione del Mose, però, per quanto annunciata, auspicata e prevista da più parti, deve ancora essere ufficializzata.

Mose
Non bisogna trascurare infatti


che l’opera non è terminata, pertanto quanto osservato fino ad oggi fa parte della fase di test.
Le parole della provveditrice vicaria interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, Cinzia Zincone a febbraio di quest’anno: “Il Mose di Venezia è nominalmente al 93% di realizzazione. Sarà a regime dal 2021”.

Mose di cui si discute in queste ore, però, non solo per la sua dinamica fisica e idraulica: è arrivata la notizia di un altro commissario dimissionario.
Il commissario per il Mose Giuseppe Fiengo ha rassegnato ufficialmente le dimissioni dall’incarico. L’interessato lo ha comunicato con una lettera al Prefetto di Roma, che ha il compito


di nomina dei commissari per l’opera idraulica alta, su indicazione dell’Anac.

L’addio di Fiengo giunge a poche ore dall’approvazione alla Camera, con il Decreto Agosto, dell’articolo istitutivo della nuova Autorità per la Laguna, un nuovo ente, con poteri anche sula gestione del Mose, e che nei prossimi mesi dovrà nominare un commissario per la liquidazione del Consorzio Venezia Nuova.
Con le dimissioni di Fiengo resta in carica a Venezia il solo commissario Francesco Ossola.

La struttura commissariale per la maxi-opera in Laguna era stata creata dal Governo Renzi, e affidata al controllo dell’Anac, dopo lo scandalo delle tangenti per il Mose che portò alla retata di arresti del 4 giugno 2014.

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