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Comitati per respingere i migranti si attivano e si alleano attraverso il web

Sessanta profughi in più a Marghera non si possono accettare. L’assessore alla Coesione Sociale del Comune di Venezia Simone Venturini lo ha scritto alla Prefettura, adducendo l’inopportunità di creare possibili tensioni di convivenza sociale fra migranti e residenti.

Marghera, anche grazie alla professionalità del sociologo e oggi Presidente della Municipalità, Gianfranco Bettin, è sempre stata un territorio aperto e costruttivo nell’incontrare i problemi del disagio e della marginalità, basti ricordare la politica e la cultura della “riduzione del danno” rispetto la tossicodipendenza e tante iniziative capaci di accogliere i bisogni dei più deboli.

“Nel dicembre 2010, Emergency ha avviato le attività del Poliambulatorio di Marghera, progettato in collaborazione con l’amministrazione comunale di Venezia che ha concesso gli spazi. Il Poliambulatorio offre assistenza di base e specialistica e orientamento socio-sanitario ai migranti e alla popolazione in stato di bisogno. Si trova nella zona del porto, dove la concentrazione di stranieri è la più alta in città. A eccezione di alcune figure sanitarie e non sanitarie che garantiscono l’organizzazione del servizio, il personale medico, paramedico e amministrativo del centro opera a titolo volontario e gratuito. Presso il Poliambulatorio viene anche svolto un servizio di orientamento dei pazienti verso le strutture pubbliche, qualora ne avessero bisogno: lo spirito del Poliambulatorio, infatti, è di collaborazione e integrazione con il Sistema sanitario nazionale”. Anche questa attività, di cui riportiamo fedelmente il testo introduttivo, ci racconta l’impegno che Marghera designa ai bisogni sociali.

L’assessore Venturini informa che sono 213 i profughi accolti nel nostro Comune oltre la presa in carico di 250 minori stranieri non accompagnati vittime delle tragedie che conosciamo e che un centinaio di rifugiati sono ospiti dei Centri Sprar. Sembrava che questi e solo questi potessero essere accettati, secondo il responsabile della Coesione sociale, il Sindaco Luigi Brugnaro e la sua Giunta e in tal senso avevano minacciato proteste popolari, qualora il Governo avesse richiesto nuove disponibilità.

L’emergenza e i rapporti con la Prefettura ha fatto sì che l’anno scorso sia stata concordata l’offerta di ospitalità complessivamente a 350 persone, la Cooperativa San Pietro, gerente dell’albergo ristorante Villa Dori a Marghera si era offerta di accoglierne 60, considerando che in inverno l’albergo ha molti spazi liberi, ma poi nulla si è realizzato.

Tutto fa presagire che neppure quest’anno sarà praticabile quella opzione, in quanto, secondo l’Assessore Venturini, Marghera e in particolare la zona di Ca’ Sabbioni vive già problematiche sociali specifiche e ospita 8 appartamenti di accoglienza. Si deduce quindi che i 60 migranti in più non si possono accogliere. Eppure non è un numero spropositato e sembra difficile accettarne il respingimento.

In tutta la Provincia di Venezia, i migranti sono 2362, la metà dei quali vive nell’ex base militare di Conetta. L’unica soluzione possibile, secondo i prefetti, è quella, anche per il futuro, di una accoglienza estesa, a largo raggio, se ogni Comune facesse la sua parte, se non si inventassero barricate irrazionali e incivili, il problema sarebbe risolto.

 
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Andreina Corso

14/12/2016

Riproduzione Riservata.

 

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