Abbonamenti inutilizzati: Regione chiede al governo di prolungarne la validità per il trasporto pubblico

ultimo aggiornamento: 05/04/2020 ore 22:12

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Abbonamenti per i trasporti pubblici inutilizzati e già pagati, la Regione Veneto chiede al governo di prolungarne la validità. Molte sono state, nelle ultime settimane, le segnalazioni e le proteste di chi in questi giorni di emergenza sanitaria per il Coronavirus sta rimanendo a casa e non usufruisce dell’abbonamento del trasporto pubblico locale, che però continua a pagare. A Venezia, per esempio, è il caso di chi possiede abbonamenti Actv mensili e annuali, ma in questi giorni non prende autobus né tram, né vaporetti.

Inoltre, la grave situazione determinata dal diffondersi del virus e i conseguenti provvedimenti nazionali e regionali di limitazione della circolazione delle persone, unitamente al calo di utenti, hanno portato a una consistente riprogrammazione dei servizi da parte dei gestori del Trasporto pubblico locale (ferroviario, automobilistico e via acqua) e al crollo dei ricavi da traffico. Da una prima ricognizione, è emerso che la contrazione si aggiri attorno all’85%.

Ora la Regione del Veneto chiede al Governo l’adozione di una legge per tutelare i viaggiatori, riconoscendo la mancata fruizione dei servizi già pagati. La soluzione più probabile è quella del prolungamento degli abbonamenti per la parte residua di validità, che potrà essere usufruita a decorrere dal termine delle misure di limitazione della circolazione delle persone, con criteri e modalità attuative da definire attraverso un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con tutte le Regioni.


L’assessore regionale ai trasporti, Elisa De Berti, risponde alle tante legittime domande dei pendolari che chiedono chiarimenti e informazioni sulla possibilità di recuperare le spese per gli abbonamenti non utilizzati per le limitazioni conseguenti al diffondersi della pandemia.

“Desidero rassicurare tutti i cittadini e soprattutto i pendolari che in questo momento chiedono informazioni sul riutilizzo o il rimborso degli abbonamenti – spiega De Berti – del trasporto pubblico locale, ferroviari, su gomma e di navigazione, non utilizzati a causa delle chiusure delle attività lavorative e delle scuole disposte per far fronte all’emergenza Covid-19, che la Regione del Veneto si è attivata subito con il Governo nazionale per chiedere l’adozione di una legge che tuteli gli interessi dell’utenza e riconosca la mancata fruizione dei servizi già pagati”.

Lo stanziamento richiesto in prima battuta dalle Regioni per equilibrare i bilanci delle aziende di Trasporto Pubblico Locale, causa le mancate entrata dei biglietti e per prorogare la validità dei titoli di viaggio, ammonta, a livello nazionale a 600 milioni di euro.


“Se, come auspichiamo, la legge sarà varata nei prossimi giorni – prosegue De Berti – visto anche l’unanime posizione in tal senso di tutte le Regioni italiane, comunicheremo diffusamente come procedere, invitando sin d’ora gli interessati a conservare i titoli di viaggio e a non inoltrare oggi richieste alla Regione”.

“Sebbene la decisione circa i rimborsi e la sospensione della validità dei vari titoli di viaggio sia materia attinente il rapporto contrattuale fra vettore e clienti e che pertanto la Regione non sia direttamente coinvolta – conclude De Berti – riteniamo opportuno garantire la massima uniformità possibile sul territorio nazionale, al fine di evitare che gli utenti abbiano risposte differenti a seconda della Regione in cui risiedono”.

“La soluzione più immediata e ammissibile – conclude l’assessore – appare quella del prolungamento degli abbonamenti per la parte residua di validità, che potrà essere usufruita a decorrere dal termine delle misure di limitazione della circolazione delle persone, con criteri e modalità attuative da definire attraverso un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, previa intesa con le Regioni”.

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