Gianluca Stival
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lunedì 08 Marzo 2021
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A Venezia 15 nuove Pietre d’Inciampo

 A Venezia 15 nuove Pietre d'Inciampo

Piccole targhe d’ottone che hanno una funzione visiva e simbolica: far fermare a riflettere chi vi passa vicino o vi si imbatte anche casualmente sugli orrori vissuti dagli ebrei veneziani, che furono deportati nei campi di sterminio nazisti. Sono state deposte questo pomeriggio a Venezia, in sei diversi punti della città, quindici nuove pietre d’inciampo in memoria di altrettanti ebrei veneziani, spesso uniti tra loro da legami familiari, che la follia nazista aveva preteso di “ridurre a numero”, a cui la città di Venezia ha voluto restituire umanità.

Su ogni pietra è inciso il nome e il cognome di donne e uomini veneziani, la data di nascita e il triste destino che li ha accompagnati: l’arresto, la deportazione nei campi di concentramento e l’uccisione.

“Tante storie individuali – ha ricordato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, parlando ai numerosi cittadini presenti – che la città vuole ricordare collegando la loro vita al luogo di in cui abitavano e svolgevano le loro attività prima di essere deportati. Un luogo di memoria, che, nella tragedia collettiva, restituisce frammenti di vite spezzate. La memoria è dunque la parola chiave. Io credo – ha proseguito il primo cittadino – che possiamo salvaguardare il tenore della nostra vita democratica oggi solo ricordando quello che è stato ieri. Solo se affrontiamo i problemi che affliggono la società di oggi possiamo fare in modo che quanto è accaduto non abbia occasione di ripetersi. Volgendo lo sguardo ai nostri giorni, penso sia importante sottolineare il significato di parole come impegno, partecipazione, persone di buona volontà. Il tema è la libertà. Ritengo sia fondamentale non starsene a guardare, ma aver voglia di essere presenti con proposte e soluzioni che possano contribuire a migliorare le nostre città”.

La cerimonia, promossa dal Comune di Venezia, in collaborazione con il Centro tedesco di Studi veneziani, la Comunità Ebraica di Venezia, l’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, con il patrocinio del Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia, si è articolata in più momenti: è partita da campo della Guerra, dove l’artista tedesco che le ha realizzate, Gunter Deming, ha deposto le prime quattro pietre d’inciampo, per proseguire poi nei sestieri di Castello e Cannaregio.

Tra le numerose autorità presenti anche la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, che ha accompagnato la posa delle pietre lungo tutto il percorso e l’assessore comunale alla Toponomastica, Paola Mar, che ha sottolineato l’importanza della partecipazione all’iniziativa di numerose persone come veicolo e seme per non dimenticare. Sulla necessità di superare l’indifferenza rispetto a quello che accade anche oggi si è invece soffermato il rabbino capo di Venezia, Scialom Bahbout, invitando a rimanere vigili. “Quanti più inciampi verranno messi – ha detto – tante più persone resteranno attente rispetto a quello che avviene attorno a noi”.

19/01/2016

Data prima pubblicazione della notizia:

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