a cosa servono le ragazze nellie bly

“Vi farebbe piacere se, pur avendo le stesse capacità di un altro uomo e pur essendo come lui sveglio, rapido, diligente, scrupoloso e solerte, vi venissero chiuse tutte le porte in faccia ogni qualvolta provaste a spingervi oltre il vostro ‘mondo’?”

Ci sono delle protagoniste della Storia di cui non si smetterebbe mai di leggere. Eroine che hanno paventato la strada per generazioni e generazioni. Donne in grado, con la loro intelligenza e coraggio, di farsi strada lì dove fino a poco prima era loro proibito. Una di queste è la ragione per cui, nonostante le difficoltà, continuo a scrivere. Il suo nome è Nellie Bly, la prima giornalista investigativa e creatrice del genere di giornalismo sotto copertura.

Ho letto molti libri che la riguardano, la maggior parte erano biografie, saggi e poi c’è stata quella perla di Nicola Attadio, che ho recensito. Ma era la prima volta questa che mi imbattevo in un romanzo sulla sua vita, un romanzo completo e coinvolgente come quello di David Blixt, A cosa servono le ragazze. L’incredibile storia di Nellie Bly, edito da La Corte Editore. La storia inizia nel 1885, quando Elisabeth Cochrane, una mattina, leggendo il Dispatch, rimane colpita da un articolo che tratta del ruolo delle donne, viste esclusivamente come perfette padrone di casa e madri di famiglia. Elizabeth s’infuria e decide di scrivere a sua volta al giornale. La sua voce è forte, totalmente nuova, polemica: e questo non può che piacere al direttore del giornale che, in maniera del tutto inaspettata, le propone un lavoro come giornalista. Nellie Bly sarà il nome con cui inizierà a firmare i suoi articoli diventando una vera icona del femminismo, che si batte contro l’industria dominata dagli uomini, riportando storie che nessun altro vuole raccontare. Non si accontenta di scrivere, ma con una passione e determinazione dirompenti, si cala nei ruoli più diversi per vivere sulla propria pelle e documentare le situazioni e le condizioni delle donne lavoratrici del suo tempo. Fingendosi pazza, arriverà addirittura a entrare nel manicomio di Blackwell’s Island, rimanendoci per dieci lunghi giorni. Spogliata, drogata, picchiata, dovrà sopportare dieci notti di terrore e rivivere i giorni più bui della sua infanzia, per riuscire poi a fuggire e raccontare al mondo la sua storia. Blixt riesce con la sua opera a ricreare il mondo in cui vive Nellie e riportarcelo ai nostri giorni, facendoci capire che tanta strada è stata fatta, ma che ancora altrettanta ce n’è da fare. La sua lotta per il lavoro delle donne, per non essere costretta a fare solo i lavori considerati femminili è una battaglia che ancora nel 2019 è viva e mai conclusa. A cosa servono le ragazze, è uno di quei libri che andrebbero letti a scuola, che coinvolgono e fanno riflettere. Utilizzando la prima persona, Blixt ci porta ad avere uno sguardo privilegiato sulla vita di Nellie e sulle persone che ruotano attorno a lei e questo ci aiuta a comprendere meglio le difficoltà e le emozioni provate dalla protagonista in cui, soprattutto le ragazze, non faranno difficoltà a rivedersi. Nellie è uno specchio limpido dei suoi tempi e del fuoco sacro che brucia dentro e che spinge oltre i limiti e Blixt riesce a raccontarla con estrema delicatezza, ma anche forza, non dimenticando mai che per realizzare un’opera su un essere umano più vicina alla realtà possibile non si debbono dimenticare di raccontare anche le debolezze. Ed è così che la sua Nelli è un personaggio vivo e pulsante, impossibile da non amare. A cosa servono le ragazze è un libro da non perdere, perché in grado di educare le menti, ma anche intrattenere con la storia di una vita straordinaria Sara Prian Riproduzione vietata”>qui. Ma era la prima volta questa che mi imbattevo in un romanzo sulla sua vita, un romanzo completo e coinvolgente come quello di David Blixt, A cosa servono le ragazze. L’incredibile storia di Nellie Bly, edito da La Corte Editore.

La storia inizia nel 1885, quando Elisabeth Cochrane, una mattina, leggendo il Dispatch, rimane colpita da un articolo che tratta del ruolo delle donne, viste esclusivamente come perfette padrone di casa e madri di famiglia. Elizabeth s’infuria e decide di scrivere a sua volta al giornale. La sua voce è forte, totalmente nuova, polemica: e questo non può che piacere al direttore del giornale che, in maniera del tutto inaspettata, le propone un lavoro come giornalista. Nellie Bly sarà il nome con cui inizierà a firmare i suoi articoli diventando una vera icona del femminismo, che si batte contro l’industria dominata dagli uomini, riportando storie che nessun altro vuole raccontare. Non si accontenta di scrivere, ma con una passione e determinazione dirompenti, si cala nei ruoli più diversi per vivere sulla propria pelle e documentare le situazioni e le condizioni delle donne lavoratrici del suo tempo. Fingendosi pazza, arriverà addirittura a entrare nel manicomio di Blackwell’s Island, rimanendoci per dieci lunghi giorni. Spogliata, drogata, picchiata, dovrà sopportare dieci notti di terrore e rivivere i giorni più bui della sua infanzia, per riuscire poi a fuggire e raccontare al mondo la sua storia.

Blixt riesce con la sua opera a ricreare il mondo in cui vive Nellie e riportarcelo ai nostri giorni, facendoci capire che tanta strada è stata fatta, ma che ancora altrettanta ce n’è da fare. La sua lotta per il lavoro delle donne, per non essere costretta a fare solo i lavori considerati femminili è una battaglia che ancora nel 2019 è viva e mai conclusa.

A cosa servono le ragazze, è uno di quei libri che andrebbero letti a scuola, che coinvolgono e fanno riflettere. Utilizzando la prima persona, Blixt ci porta ad avere uno sguardo privilegiato sulla vita di Nellie e sulle persone che ruotano attorno a lei e questo ci aiuta a comprendere meglio le difficoltà e le emozioni provate dalla protagonista in cui, soprattutto le ragazze, non faranno difficoltà a rivedersi.

Nellie è uno specchio limpido dei suoi tempi e del fuoco sacro che brucia dentro e che spinge oltre i limiti e Blixt riesce a raccontarla con estrema delicatezza, ma anche forza, non dimenticando mai che per realizzare un’opera su un essere umano più vicina alla realtà possibile non si debbono dimenticare di raccontare anche le debolezze. Ed è così che la sua Nelli è un personaggio vivo e pulsante, impossibile da non amare.

A cosa servono le ragazze è un libro da non perdere, perché in grado di educare le menti, ma anche intrattenere con la storia di una vita straordinaria

Sara Prian

Riproduzione vietata

Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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