Senza fissa dimora. 8 marzo, essere donna. Di Andreina Corso

ultimo aggiornamento: 09/03/2015 ore 07:26

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8 marzo, essere donna

Sapere
Essenzialmente
Niente
Zittire
Amore

Forse
Immaginando
Sognando
Sperando
Ancora


Domani
Incontreremo
Madonne
Oranti
Rabbia
Ancestrale

Donne che non hanno più casa. La loro casa.
Donne private di gesti semplici, consueti.
Preparare il pranzo per i figli, guardarli negli occhi per capire se va tutto bene, se sono stanchi o preoccupati. Abbracciare i nipoti che già dalle scale ti chiamano nonna, aiutarli nei compiti scolastici, portarli alle giostre, vestirli a carnevale, pettinare i loro capelli, infilare il berretto e i guanti, raccomandare di fare i bravi, di stare attenti in classe. Preparare con loro l’albero di Natale.
Donne in attesa di una casa, una piccola casa dove poter riporre le proprie cose in un armadio tutto per sè, mettere le stoviglie nella credenza della cucina, le pentole e i piatti, una tovaglia a quadri bianca e rossa. E cucinare, com’è bello inventare il pranzo a chi ami, sapere dove è il sale, il pepe, aprire il frigorifero, prendere la bottiglia del latte e preparare una torta: una torta al cioccolato, o se preferiamo, alle mele.

E tu sei lì e già ti senti fortunata. Potresti vivere in strada, ti chiamerebbero barbona. Sì non è un’offesa, lo so, però una casa la vorresti lo stesso.
– Lo sai, domani è l’8 Marzo…
– Lo so, ma io cosa dovrei festeggiare?
– Il tuo unico, esclusivo essere donna!
– E’ un po’ che non mi guardo allo specchio, non so se sono ancora una donna. Un giorno per sbaglio mi sono specchiata e mi chiedevo chi fosse mai quella là che mi guardava. No, non era una donna, meno male che non ho parenti qui vicino e neanche lontano veramente, così nessuno si spaventa a guardarmi.
Con gli estranei è un’altra cosa, i visi passano veloci come treni, io in realtà non esisto, passo per le strade come foglie che volano nel vento, è difficile spiegare se non hai capito già, ma a volte non ricordo nemmeno il mio nome, anzi, sai cosa ti dico? Non mi chiamo.


Vorrei dirti qualcosa di bello per l’8 Marzo, almeno! ( e già sento il dolore del dire nel linguaggio vissuto della crudeltà).
Sai fare i miracoli?
No. ( Povera me)
E’ semplice, fa che questa giornata passi presto e che nessuno mi porti le mimose.
Non so se ci riesco, chiedimi un’altra cosa.
E’ davvero tardi per i desideri, ma ti ringrazio lo stesso.
Lascia che provi a dedicarti questi versi.
Sei senza speranza, ma fa pure.

SENZA FISSA DIMORA

Sai
Ero
Nascosta
Zitta
Attenta

Fissavo
Isole
Sassose
Sapienti
Amiche

Dormivo
Insieme
Mormoravo
Or ora
Rasente di speranza
Ancora

Andreina Corso

08/03/2015

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3 persone hanno commentato questa notizia

  1. Il mio augurio va alle donne vere, quelle che subiscono, sopportano e lottano contro le ingiustizie del mondo. Auguri alle donne che hanno lottato per far valere i propri diritti, che ora sono anche i nostri. Auguri alle donne che si sono emancipate, che hanno contribuito alla scienza, alla letteratura, alla società, al mondo. Auguri a quelle donne che hanno messo al primo posto la loro dignità, la loro onestà

  2. Spesso chi perde il diritto alla casa….ha lavorato una vita.
    …dedicando tutto se stesso alla famiglia….non ha senso…è troppo doloroso…..
    auguro a tutte le donne di rispettare il proprio sentire e dargli voce…….e per farlo mi unisco a queste parole forti e delicate….

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