5x1000 o cinque x mille o cinque per 1.000
5x1000 o cinque x mille o cinque per 1.000
5x1000 o cinque x mille o cinque per 1.000
24.7 C
Venezia
venerdì 18 Giugno 2021

Le Anatre di Holden sanno dove andare – La voce di questa generazione

HomeLibri, recensioni e nuove usciteLe Anatre di Holden sanno dove andare - La voce di questa generazione

Le anatre di Holden sanno dove andare

Le cose te le devono chiedere perché sentono con ogni fibra del loro corpo il bisogno di giudicarti per qualcosa e quando non fai come loro, ridono o inorridiscono come se fossi il mostro di Frankenstein. Solo perché non ti puntano più le torce ardenti e i forconi non vuol dire che l’umanità abbia fatto de grandi passi evolutivi

Quando lessi per la prima volta “Il Giovane Holden” di Salinger avevo 15 anni e qualcosa dentro di me cambiò, difficile spiegare di come un libro ti possa modificare l’esistenza eppure un personaggio giovane nel quale trovare anche lontane affinità ti fa sempre sentire bene. Ora credo siano pochi i ragazzi che, se non per un motivo puramente scolastico, si siano trovati faccia a faccia con i tormenti di Holden Caulfield, così come anni e anni prima i lettori si erano trovati a parteggiare per I dolori del Giovane Werther.

Ogni generazione ha, infatti, il suo giovane protagonista con cui ritrovarsi e questa lo ha trovato in Will, voce narrante ed irresistibile de “Le anatre di Holden sanno dove andare” della giovanissima e talentuosa Emilia Garuti, edito da Giunti.

Nell’arco di un settembre nero che chiude l’ultima estate da liceale, mentre i suoi coetanei si fanno elettrizzare dalle mille luci della vita universitaria, Will si aggira senza meta come un’aliena su un pianeta sconosciuto. Unico scudo: l’ironia. E la musica, certo. E improvvisamente Matteo, il ragazzo strano e ”poco collaborativo” della sala d’attesa, che la rincorre per mezza città nel tentativo di riportarla indietro.

Che cosa vuol dire davvero essere giovani? In una canzone si diceva che la “gioventù è sprecata nei giovani” e forse è vero, ci si perde dietro a paure, dietro a scelte non fatte per poi ritrovarsi adulti in un batter d’occhio con mille rimpianti e la voglia di aver sfruttato meglio quell’età ormai passata. Garuti riesce con intelligenza a fotografare la generazione degli anni Novanta, i loro drammi e anche i loro scudi, il tutto narrato con una forte ironia e un cinismo che tengono incollati alle pagine di un percorso formativo che, all’ultima pagina, però, lascia completamente spiazzati.

La giovane autrice riesce ad arrivare al cuore del lettore grazie a continue citazioni filmiche o letterarie, dando voce ad una generazione introversa, quella che davanti allo schermo di un cellulare o un computer è un leone ma che poi nella realtà si sentono pecore sperdute. Un talento emozionante che riesce nella sua estrema semplicità a raccontare il vero dell’animo umano che si trova sull’uscio della vita adulta, ma che ancora si sente fortemente ancorato all’adolescenza.

Perché alla fine siamo tutti un po’ come le anatre di Holden: sentiamo che, ad un certo punto dobbiamo partire, e anche se probabilmente non sappiamo dove, partiamo e la meta, anche inconsciamente, alla fine la troviamo; in un luogo, nelle braccia di qualcuno, in una canzone o in un cuore che batte.

E’ bello sapere che una piccola nuova Salinger o una nuova Goethe esista e sia così giovane e soprattutto italiana. Libro assolutamente imperdibile

Sara Prian

Riproduzione vietata

Data prima pubblicazione della notizia:

Vuoi lasciare un commento? Nessuna registrazione necessaria

Please enter your comment!
Please enter your name here

altre notizie dall'archivio qui sotto
spot
Advertisements
sponsor