17 anni di origine marocchine rapina per strada con coltello da cucina

ultimo aggiornamento: 28/12/2015 ore 19:34

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17 anni di origine marocchine rapina per strada con coltello da cucina

Intervento repressivo da parte dei Carabinieri della Compagnia di Venezia Mestre, i cui militari di stanza presso la Stazione di Mirano hanno denunciato in stato di libertà un minore di origine marocchine responsabile del grave reato di rapina – ben due, perpetrate nel giro di pochi minuti nel circondario di Santa Maria di Sala ai danni di coetanei.
Sono in corso accertamenti per chiarire la responsabilità del minore anche per un analogo episodio avvenuto un paio di settimane fa ai danni di uno studente appena sceso dall’autobus scolastico.

La dinamica è identica: il ragazzo classe 1998, probabilmente decide che le mura di casa gli vanno “strette” ed il giorno di Santo Stefano si allontana dalla madre, che dopo poche ore va in caserma per denunciare il fatto.
Nel frattempo il ragazzino, forse con qualche birra di troppo in corpo che però gli svuotano anche le tasche, trova il coraggio di procurarsi gli spiccioli minacciando con un coltello da cucina qualsiasi coetaneo che incontra sul proprio cammino.


Due infatti gli episodi identici riportati ai Carabinieri a pochi minuti di distanza ed in luoghi molto vicini: alle 21.00 un ragazzo viene rapinato a Caselle e sotto la minaccia del coltello consegna 15 Euro ad un coetaneo che fugge a bordo della sua bicicletta, pure rapinata; dopo 45 minuti in pieno centro a Santa Maria di Sala un ragazzo in biciletta affronta un gruppo di amici, ma in questo caso la rapina non va a buon fine perché il numero delle vittime è soverchiante, il giovane delinquente si sente accerchiato e fugge in bicicletta senza ottenere nulla ed abbandonando sul posto una borsa piena di indumenti.

I militari, grazie alla incontrovertibile descrizione dei fatti fornita dagli aggrediti, sospettano subito del ragazzino fuggito di casa, che si trova a poche centinaia di metri da dove si sono verificate le due rapine.

Viene convocata immediatamente la madre in caserma, la quale riconosce la borsa ed i vestiti del figlio, e vengono sentiti anche tutti i ragazzi che sono stati minacciati, i quali riconoscono a loro volta la fotografia del giovane che aveva fornito la genitrice per denunciarne l’allontanamento.


La mattina dopo, la svolta, in caserma arriva la notizia che il giovane è rientrato a tarda notte. I Carabinieri si recano a casa e portano in caserma madre e figlio, per poter acclarare i fatti. Il giovane non ha alcun problema ad ammettere gli episodi contestati, descrivendone tutti i dettagli, giustificandosi solamente dicendo di aver agito in preda ad alterazione alcolica.

Durante il racconto, anzi, il ragazzo – per nulla pentito – si metteva a proferire frasi minacciose alla madre, facendola scoppiare in lacrime. La chiara ricostruzione dei fatti e delle responsabilità del giovane sono state rimesse alla valutazione della Procura dei Minori.

29/12/2015

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