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domenica 26 Settembre 2021

150 anni dall’annessione di Venezia al Regno d’Italia alla Casa di Carlo Goldoni

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IL PALCOSCENICO DEL RISORGIMENTO
1866-2016: 150 anni dall’annessione di Venezia al Regno d’Italia

Conferenza
Relatore Carmelo Alberti

Venezia, Casa di Carlo Goldoni
Martedì 17 maggio 2016, ore 17.20

Ingresso su invito fino a esaurimento dei posti disponibili

Proseguono con successo gli appuntamenti culturali a Casa Goldoni proposti bimensilmente di martedì. Protagonista degli incontri di domani, martedì 17 maggio alle ore 17.20, con Carmelo Alberti e di martedì 24, con la proiezione de La famegia del santolo di Giacinto Gallina, è il teatro nell’epoca travagliata ma gloriosa del Risorgimento italiano.

Da sempre i momenti più significativi della storia teatrale sono proprio quelli nei quali “davanti e attorno” al palcoscenico si raccoglie la collettività intera in tutte le sue componenti, dando vita ad una reciprocità di “causa ed effetto” con gli avvenimenti sociali del momento.

Così fu anche durante il Risorgimento italiano e in particolare nel periodo che precedette l’annessione di Venezia al Regno d’Italia, nel 1866, durante il quale si assistette alla fioritura di drammi eroico-patriottici che, con le allusioni, gli accenni all’amor patrio, alla libertà e a un non lontano giorno della “riscossa”, rappresentarono il veicolo perfetto per “infiammare” i cittadini alla lotta per l’Indipendenza.

Sia il teatro di prosa che quello d’opera ne furono coinvolti, basti solo pensare al celebre acrostico Viva Verdi! per Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia! In ciò ebbe un peso rilevante anche la levatura degli attori che popolavano la scena italiana, alcuni dei quali, Gustavo Modena e Tommaso Salvini su tutti, parteciparono attivamente ai Moti, pagando la loro scelta con la persecuzione e l’esilio ma accrescendo con il loro esempio la forte sinergia fra teatro e società. Con la riscoperta identità nazionale il teatro italiano si affrancò inoltre dalla supremazia della drammaturgia d’Oltralpe, così lontana per temi e caratteri dal nostro spirito e decise di riappropriarsi della propria peculiarità con una produzione affine in ogni elemento alla realtà storica e al carattere nazionali.

Conseguenza di questo nuovo principio fu anche il riaffacciarsi sulle scene del teatro dialettale, ancora più vicino al cuore, all’anima e alla nuova consapevolezza del pubblico, che rispose con l’entusiasmo e il calore che ancora oggi accompagnano questo teatro e i suoi protagonisti.

Nella parte successiva il programma della proiezione di martedì 24 maggio.
PROSSIMO APPUNTAMENTO

Martedì 24 maggio ore 17:20
Incontri di palcoscenico, lo sguardo
La famegia del santolo
di Giacinto Gallina, regia Carlo Lodovici con Cesco Baseggio, Cesarina Gheraldi, Adriana Vianello, Tony Barpi, Wanda Benedetti, Marina Dolfin, Carlo Romano, Mario Bardella, Lidia Cosma, Walter Ravasini
Ripresa televisiva del 24 aprile 1966

La storia del mite e sognatore Micel, inconsapevole “mantenuto” con tutta la sua famiglia dal ricco padrino di una delle sue figlie e non, come lui crede, dai magri proventi del suo negozietto di ottica, ben rappresenta la realtà della vita trasportata a teatro, nelle storie di personaggi che da questa realtà traggono appunto la ragione del loro essere.
Questo piccolo spaccato di vita comune è stato scelto a rappresentare il grande momento storico dell’Unità Italiana, in quanto vicenda nella quale il Risorgimento, pur se ormai passato, si configura come causa e, in fondo, anche effetto.
Il nostro protagonista non è a conoscenza della relazione avvenuta tra sua moglie e il generoso benefattore ben cinque lustri prima, quando lui aveva lasciato la famiglia per arruolarsi volontario con Garibaldi, un colpo di testa per il quale, senza l’aiuto interessato del “santolo”, il tenore di vita di moglie e figlie sarebbe stato ben più problematico.
La gente, invece, sa e mormora con malizia, credendolo consapevole approfittatore: l’improvvisa rivelazione è quindi una vera mazzata per il pover’uomo, al quale si svelano di colpo la vergogna ed il ridicolo in cui è inconsapevolmente vissuto fino a quel momento.

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